I funerali di Silvana Benigno
I funerali di Silvana Benigno

Città di Castello, 26 gennaio 2020 - In tanti hanno voluto salutare per l’ultima volta, oggi pomeriggio Silvana Benigno, «mamma coraggio», simbolo della lotta contro il cancro e la sensibilizzazione alla ricerca, che venerdì scorso, all’età di 50 anni, si è spenta dopo aver combattuto una battaglia esemplare che lascia un segno indelebile in tutti coloro che l’hanno conosciuta ed apprezzata per le sue straordinarie doti umane e quel sorriso “contagioso”.

Ai funerali, concelebrati, dal vescovo monsignor Domenico Cancian e dai sacerdoti, don Antonio Ferrini, don Paolino Trani e don Alberto Gildoni, nel duomo di Città di Castello, tanti amici e conoscenti, commossi e increduli, si sono stretti in un affettuoso abbraccio ai familiari, al marito, il collega giornalista de «La Nazione», Fabrizio Paladino, alla figlia Federica, alla mamma di Silvana, la signora Vincenza affiancata dai fratelli, Giuseppe, Vincenzo, Maurizio, Rosalia, Margherita e Daniela.

Presenti alla cerimonia funebre anche i sindaci di Città di Castello, San Giustino e Citerna, Luciano Bacchetta, Paolo Fratini, Enea Paladino con i rispettivi gonfaloni ed in rappresentanza del comune di Sansepolcro, l’assessore Paola Vannini, gli onorevoli, Walter Verini, Riccardo Augusto Marchetti e numerosi altri rappresentanti istituzionali a voler sugellare la vicinanza e la gratitudine delle istituzioni per la battaglia e le tante iniziative che Silvana ha condotto sempre a testa alta in favore della ricerca ed il sostegno alla Fondazione dello Ieo (Istituto Europeo Oncologico) di Milano e alle altre strutture sanitarie e scientifiche a livello regionale e nazionale.

Nel Duomo tantissimi cittadini, rappresentanti del mondo delle associazioni di volontariato (c’erano anche i genitori di Leonardo Cenci di Avanti tutta onlus) e di numerose squadre di calcio del territorio che nel tempo avevano sostenuto le sue iniziative. «Silvana Benigno è stata chiamata giustamente ‘mamma coraggio - ha detto il vescovo Cancian nell’omelia - perché con molto affetto e dedizione ha svolto la responsabilità di figlia, moglie e mamma (vent'anni fa si sposava proprio qui in duomo con il suo Fabrizio). Lei, insieme al marito e alla figlia, hanno realizzato una famiglia unita nell'amore, in questi tempi non facili. Ma più di tutto la testimonianza di Silvana ci insegna a vivere all'insegna dell'amore e della gioia anche nella sofferenza».