Si dichiaravano terroristi dell’Isis. Intercettati dalla Postale di Perugia sulle piattaforme di messaggistica

Due arresti a Milano grazie al lavoro di studio su WhatsApp, Telegram e Facebook degli agenti umbri. Intanto emerge che l’attentatore di Bruxelles in passato era stato segnalato anche a Terni.

Si dichiaravano terroristi dell’Isis. Intercettati dalla Postale di Perugia sulle piattaforme di messaggistica

Si dichiaravano terroristi dell’Isis. Intercettati dalla Postale di Perugia sulle piattaforme di messaggistica

Parte da Perugia l’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura di Milano, che ha portato all’arresto di un egiziano e di un naturalizzato italiano, accusati di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. I due arrestati, su ordinanza del gip di Milano Fabrizio Filice, residenti in due città diverse dell’hinterland milanese, tra i 40 e 50 anni e con lavori nel settore delle pulizie (uno dipendente di un’impresa, l’altro titolare ma con società ora chiusa), erano in contatto tra loro. Entrambi, stando alle indagini partite nel 2021 da analisi della Polizia postale di Perugia, che ha una divisione specializzata nello studio delle piattaforme di messaggistica istantanea, e dell’Osint (Open source intelligence), avrebbero inviato i loro messaggi, soprattutto commenti anche a video di massacri e attentati dell’Isis, su gruppi Telegram, WhatsApp e Facebook per fare proselitismo e propaganda, dichiarandosi "terroristi" dell’Isis. Nelle chat sarebbero state rinvenute anche minacce indirizzate alla premier Giorgia Meloni. L’inchiesta si è concentrata soprattutto sull’analisi dei messaggi contro l’Occidente, tra cui appunto anche le minacce ad "organi istituzionali", e a favore dello Stato islamico e sul supporto attraverso finanziamenti. In particolare, per le vedove di guerra e a un uomo che, secondo indagini statunitensi, farebbe parte dell’Isis. Non sarebbero emersi progetti specifici di preparazione di attentati. Anche in seguito all’acuirsi della situazione in Medio Oriente, come nel resto d’Italia, sulla scorta di questa indagine, anche in Umbria i controlli specifici sono stati potenziati. Intanto il presunto attentatore di Bruxelles, Abdesalem Lassoued, in passato è stato a Terni, secondo quanto ricostruito dal Tg1. Arrivato in Italia su un barcone nel gennaio 2011, l’uomo viene foto-segnalato a Porto Empedocle. Resta in un Centro migranti di Torino fino ad aprile quando esce con un permesso per motivi umanitari. Viene identificato a Fiumicino e poi a Terni nel febbraio 2012, ricompare nel 2014 quando la Svezia lo rimanda in Italia come Paese di primo ingresso nell’Ue. Quindi arriva a Torino ma non si presenta all’ufficio immigrazione.

elleffe