Profughi soccorsi
Profughi soccorsi

Terni, 14 marzo 2019 - Uno scafista tunisino è stato rintracciato e arrestato dalla polizia di Terni: deve scontare una condanna a 11 anni e 8 mesi di carcere per la tragedia avvenuta in mare il 3 marzo 2015 in cui persero la vita per annegamento almeno 10 migranti, tra cui un bambino di 2 anni. Tra i 121 superstiti, molti lo indicarono come il comandante del barcone con a bordo circa 200 persone, che - ubriaco - aveva continuato a pilotare fino al Canale di Sicilia, nonostante avesse iniziato a imbarcare acqua poche ore dopo la partenza dalla Libia.

Dopo un anno di carcere, scaduti i termini di custodia cautelare, in attesa del processo, era stato rimesso in libertà; nel 2016 era stato denunciato per ricettazione e nel 2018 per reati di droga. Nel luglio scorso era stato arrestato dalla polizia stradale ternana per aver tentato di evitare un posto di blocco mentre si trovava alla guida di un'auto in stato di ebbrezza, causando anche un incidente, ed era stato condannato dal Tribunale di Terni.

All'uscita dal carcere era stato espulso e accompagnato dalla polizia di Terni al centro di permanenza e rimpatrio di Bari, dove, appena arrivato, aveva presentato richiesta di protezione internazionale, in virtù della quale, in attesa di essere convocato dalla commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato, aveva lasciato il centro di Bari ed era tornato di nuovo a Terni.