Evitare che le aule scolastiche vengano utilizzate per il referendum. E’ la richiesta che la consigliera comunale di minoranza Cristina Croce (nella foto) ha avanzato ufficialmente alla Giunta, indicando una serie di possibile luoghi alternativi da utilizzare per la consultazione referendaria. "Ad Orvieto vi sono numerosi locali ed edifici, alcuni di questi ad oggi neanche utilizzati, a titolo meramente esemplificativo: centro storico: palazzo del Popolo, palazzo dei...

Evitare che le aule scolastiche vengano utilizzate per il referendum. E’ la richiesta che la consigliera comunale di minoranza Cristina Croce (nella foto) ha avanzato ufficialmente alla Giunta, indicando una serie di possibile luoghi alternativi da utilizzare per la consultazione referendaria. "Ad Orvieto vi sono numerosi locali ed edifici, alcuni di questi ad oggi neanche utilizzati, a titolo meramente esemplificativo: centro storico: palazzo del Popolo, palazzo dei Sette; Ciconia: centro anziani, casa del popolo, bocciofila; locali ex Geometri; Sferracavallo: circolo anziani, casa parrocchiale, ludoteca; Orvieto Scalo: ex scuola elementare; prefabbricato, che, con appositi accorgimenti, potrebbero ben fungere da seggi elettorali evitando di andare ad aggravare la gestione degli spazi scolastici già di per se particolarmente complessa nel momento attuale" afferma Croce. La consigliera richiama anche la posizione dell’istituto comprensivo Orvieto Baschi che ha richiesto al Comune di Orvieto di reperire spazi alternativi a quelli della scuola per lo svolgimento delle elezioni; richiesta che ha già trovato risposta positiva da parte del sindaco di Baschi.

Un precedente, quello di Baschi, che secondo la consigliera Croce rappresenta un modello operativo per individuare spazi "più idonei per l’organizzazione dei seggi relativi al referendum del 20 e 21 settembre evitando così che vengano utilizzate le aule delle scuole del comprensorio". Alla posizione del consiglio di istituto che era contrario all’utilizzo degli edifici scolastici, aveva replicato il sindaco Tardani, sostenendo che non ci sono locali adatti per ospitare tutte e diciotto le sezioni elettorali del territorio comunale. Lo stesso sindaco aveva criticato la decisione del Govrno di non rinviare il referendum che si svolge a ridosso della riapertura scolastica.

Ben diversa la situazione di Baschi dove ci sono tre sezioni elettorali, comprese quelle nelle frazioni ed è stato quindi più semplice individuare spazi alternativi per svolgere le attività di voto, senza andare ad interferire con lo svolgimento dell’attività scolastica. Lo stesso sindaco di Orvieto ha ribadito che le attività di sanificazione dei locali consentiranno di evitare ogni possibile rischio di contagio. Un certo nervosismo e preoccupazione continua comunque a serpeggiate tra diversi genitori ed insegnanti.

Cla.Lat.