L’ingresso del Cup al Santa Maria della Misericordia
L’ingresso del Cup al Santa Maria della Misericordia
L’Umbria conta per l’ennesimo giorno consecutivo altri 11 morti a causa del Covid, continuando il trend negativo sull’attuale maggiore incidenza di decessi d’Italia. Dall’inizio della pandemia si contano ben 983 vittime del virus. I positivi a ieri – secondo i dati della Regione – sono 270 ma a fronte di 3.368 tamponi molecolari e 2.244 antigenici. Con un tasso di positività totale del 4,8 per cento (ieri 7,67) e dell’8 per cento sui soli molecolari (10,9). A preoccupare la cabina di regia dell’Iss –...

L’Umbria conta per l’ennesimo giorno consecutivo altri 11 morti a causa del Covid, continuando il trend negativo sull’attuale maggiore incidenza di decessi d’Italia. Dall’inizio della pandemia si contano ben 983 vittime del virus. I positivi a ieri – secondo i dati della Regione – sono 270 ma a fronte di 3.368 tamponi molecolari e 2.244 antigenici. Con un tasso di positività totale del 4,8 per cento (ieri 7,67) e dell’8 per cento sui soli molecolari (10,9). A preoccupare la cabina di regia dell’Iss – nell’ultimo Report sull’Umbria – è la percentuale di positivi senza considerare screening e re-testing che è pari al 17,5% quando la soglia di allerta è al 15%.

I ricoveri sono scesi a 551 – a causa ovviamente dei decessi – e le terapie intensive a 83 ma, secondo Iss, restano al 60%, in area critica. L’ospedale di Perugia si conferma in prima linea con 146 ricoverati nei reparti di degenza e 24 nelle Terapie intensive, nell’ospedale da campo dell’Esercito ci sono 18 pazienti, Terni è a quota 112 (24), Castello 60 (8), Foligno 55 (11), Spoleto 67 (15), Pantalla 55 mentre alcuni Covid sono ricoverati anche a Umbertide (2) e a Branca 22 (1).

Sono stati 270 i nuovi positivi registrati in Umbria nell’ultimo giorno.

Intanto la regione si appresta entrare nella quarta settimana di restrizioni pesanti: questi saranno i giorni decisivi per capire se realmente la curva subirà un’inversione di tendenza e se sarà possibile riaprire alcune attività. Lo stesso Comitato tecnico scientifico aveva inizialmente proposto la proroga della zona rossa per due settimane. Mentre i professori universitari – clinici e epidemiologi – ritenevano che occorresse un vero e proprio lockdown, come quello di marzo per consentire intanto una veloce campagna di vaccinazione e evitare l’attuale pressione sulle strutture ospedaliere, piuttosto che le chiusure frazionate e a singhiozzo.

Le scuole erano state chiuse infatti in ben 24 comuni il primo febbraio scorso, in seguito all’allarme della Regione per la curva epidemica in pericolosa salita. I sindaci avevano inoltre imposto il coprifuoco alle 21 (non dappertutto) e vietato di fare la spesa più di una volta al giorno e in più persone.

Dall’8 febbraio invece tutti i comuni della Provincia di Perugia (59) e inizialmente 4 di quella Ternana erano andati in rosso rinforzato con le scuole chiuse sin dagli asili, i negozi serrati.

Da oggi è scattato anche lo stop ai laboratori scolastici (frequentati da oltre 4mila studenti) mentre nel Ternano rimane rosso solo il Comune di San Venanzo e Amelia è tornata in fascia arancione.