Una regione contro le mafie, a misura di studenti, rispettosa dell’ambiente, attenta alle politiche abitative, orientata agli anziani e ai più deboli, ispiratrice di una sanità equa ed efficiente. Ed ovviamente una regione che sappia far fronte alla crisi occupazionale, con investimenti pubblici e privati che mettano al centro un lavoro qualificato. Eccola l’Umbria virtuosa secondo il "laboratorio di cambiamento"...

Una regione contro le mafie, a misura di studenti, rispettosa dell’ambiente, attenta alle politiche abitative, orientata agli anziani e ai più deboli, ispiratrice di una sanità equa ed efficiente. Ed ovviamente una regione che sappia far fronte alla crisi occupazionale, con investimenti pubblici e privati che mettano al centro un lavoro qualificato. Eccola l’Umbria virtuosa secondo il "laboratorio di cambiamento" elaborato dalla Cgil con 10 associazioni del territorio.

Il documento con le proposte e i relativi apporti delle 10 associazioni - Altrascuola, Anpi, Auser, Cesvol, Emergency, Legambiente, Libera, Sunia, Udi e Udu - sono stati illustrati ieri nell’aula magna dell’Università dal segretario generale Vincenzo Sgalla, dalla segretaria regionale Barbara Mischianti, dai rappresentanti delle associazioni coinvolte e dal segretario nazionale della Cgil, Giuseppe Massafra.

"L’iniziativa - dice Sgalla - prosegue e rafforza il percorso già avviato da Cgil, Cisl e Uil, quando proponemmo di aprire un laboratorio di idee per l’Umbria, in una fase in cui l’enorme disponibilità di risorse economiche offre opportunità da non lasciarsi sfuggire. Tra i punti chiave, rimane il lavoro. Il nostro slogan infatti è dall’occupazione senza sviluppo, all’occupazione per lo sviluppo. Per questo servono politiche pubbliche volte ad allargare e a consolidare la produzione di ricchezza e valore aggiunto. In quest’ottica - conclude Sgalla - bisogna rilanciare gli investimenti pubblici e privati, che servono non solo a risollevare l’economia regionale ma anche a riqualificare il lavoro".

Infine i dati sull’andamento del tesseramento in Umbria. "In una regione abitata da poco più di 860.000 persone, dislocate in 92 comuni, 59 nella provincia di Perugia e 33 nella provincia di Terni, il numero degli iscritti alla Cgil – ricordano dal sindacato – ha ripreso a crescere, invertendo la tendenza degli anni precedenti. Nel 2020 la Cgil Umbria ha chiuso il suo tesseramento con 98890 iscritti, 3065 in più rispetto al 2019, con una crescita del 3,2%. La Cgil rappresenta così l’11,5% di tutta la popolazione regionale".

Silvia Angelici