I figuranti in corso Vannucci hanno attirato l’attenzione di molti turisti ma anche dei perugini
I figuranti in corso Vannucci hanno attirato l’attenzione di molti turisti ma anche dei perugini

Perugia, 21 agosto 2015 - Torna indietro nel tempo, Civitella d’Arna. E ricrea quello spaccato di vita contadina di metà Ottocento che è ormai la cifra distintiva della Festa delle campane e del dialetto perugino, singolare manifestazione in scena da oggi fino a domenica 30 nel borgo tra Ponte Valleceppi e Ripa. La festa, con la sua bella offerta di storia, tradizione, cultura, gastronomia e rievocazioni è stata presentata ieri mattina con un corteo di 40 figuranti in costume che hanno sfilato lungo Corso Vannucci, tra la curiosità e l’interesse di cittadini e turisti.

Davanti alla Fontana Maggiore, Lamberto Salvatori, vicepresidente della Proloco che organizza la festa dal 2000, ha raccontato i tratti distintivi della manifestazione, insieme al vicesindaco Urbano Barelli e a Mauro Casciari, inviato perugino delle Iene che di Civitella è abitante orgogliosissimo.

Quanto al cartellone, il borgo proporrà per dieci giorni scene di vita quotidiana dell’Ottocento, mostre di pitture, scultura, fotografia, piatti e sapori dell’epoca all’Osteria e nelle cene sull’aia e poi giochi popolari, spettacoli teatrali, la fattoria didattica, camminate e incontri culturali. Il momento clou si concentra nella giornata finale, con la «rievocazione storica della fusione delle campane» che prende spunto dal diario parrocchiale di don Francesco Baldelli (parroco di Civitella dal 1846 al 1898) e ripropone uno spaccato di vita di metà Ottocento, quando nel borgo vennero fuse 13 campane ad opera dei fonditori Sini di Acquapendente di Viterbo. La storia viene ripercorsa con uno spettacolo teatrale che coinvolge cinquanta tra attori e figuranti, guidati da Giuseppe Tufo in una suggestiva ed emozionate rievocazione.

Sofia Coletti