ll professor Alfonso Tortorella, direttore cattedra di Psichiatria Università di Perugia
ll professor Alfonso Tortorella, direttore cattedra di Psichiatria Università di Perugia

Perugia, 26 ottobre 2021 - Una persona su cinque che si è rivolta al pronto soccorso in ‘agitazione psicomotoria’ ha meno di 25 anni. Ma il 2020, anno della pandemia, ha fatto registrare anche un raddoppio dei tentativi di suicidio che hanno interessato però ogni fascia di età e quindi anche gli anziani. E’ la fotografia impietosa che emerge dai dati elaborati dal professor Alfonso Tortorella, direttore della cattedra di Psichiatria all’Università di Perugia, che ha esaminato le consulenze di Neuropsichiatria effettuate al Pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia di Perugia e i ricoveri in reparto.
 

Un quadro non dissimile quello del principale ospedale regionale, da quello nazionale rispetto ai disturbi psicologici che si sono manifestati l’anno scorso. "In alcuni casi si sono riacutizzate patologie comportamentali proprio per le condizioni ambientali che sono mutate in questo periodo – spiega Tortorella – mentre in altre sono emerse in maniera nuova proprio a causa dello stress provocato dalla pandemia. Certo l’aumento dei tentativi di suicidio preoccupa e non poco: in reparto in questi mesi abbiamo visto arrivare davvero gente di tutte le età". Partendo proprio dal dato generale, emerge che i casi di persone che hanno cercato di togliersi la vita arrivati poi in pronto soccorso, sono passati dall’8,7% del 2019 al 15,3% del 2020. "L’Umbria è una regione dove da sempre i numeri in questo ambito sono più alti rispetto alla media nazionale – precisa Tortorella - . E questi dati lo confermano".

Poi c’è il capitolo giovani: le consulenze al pronto soccorso del servizio di Neuropschiatria relative a coloro che hanno meno di 25 anni e che sono arrivati in stato di ‘agitazione psicomotoria’ sono state 151 nell’ultimo anno (giugno 2020-maggio 2021), pari al 22,60% di quelle totali, rispetto al 20,5 di tre anni prima. Un po’ meno invece quelle relative ai minorenni (gli under 18) che sono state il 5,24% per cento del totale, rispetto al 7,38 del 2017-2018. "La pandemia come detto – continua il direttore – ha fatto emergere disturbi di ansia, accresciuti dal fatto di dover rimanere in casa, con un quadro ambientale in alcuni casi drammatico". La situazione è sembrata leggermente diversa sul fronte dei ricoveri, dove c’è stata una diminuzione dai 25 anni in giù, anche se sono stati 86 quelli finiti in reparto.
 

«Il sistema che intercetta queste patologie funziona – aggiunge Tortorella – ma la Neuropsichiatria avrebbe necessità di strutture diverse per far fronte a questi fenomeni. In questo reparto secondo la media nazionale parametrata alla popolazione dovremmo avere almeno 40 posti letto e invece ne abbiamo solo 15. E poi manca un reparto per i minori che non è cosa di poco conto. Devo dire però che in questi ultimi tempi ho trovato un’accoglienza sulla necessità di integrare la psichiatria con la neuropsichiatria infantile che fa ben sperare".
 

Michele Nucci