Tribunale (foto d'archivio)
Tribunale (foto d'archivio)

Perugia, 9 luglio 2020 - I giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Maria Vessichelli, sono chiamati ad esprimersi sul caso dell'omicidio Polizzi dopo la sentenza della Corte d'Appello di Firenze che ha confermato l'ergastolo per Riccardo Menenti, autore materiale del delitto del giovane perugino Alessandro.

All'udienza sono presenti oggi i familiari della vittima: il padre Giovanni, il fratello Francesco, la madre Daniela Ricci, oltre alla fidanzata Julia Tosti, sfuggita per miracolo all'agguato mortale. Sono ore di attesa, i loro legali si dicono "fiduciosi" nella conferma della condanne. 

Le tappe del processo

Il processo giunge in Cassazione nel 2018: i supremi giudici annullano la sentenza di secondo grado e rinviano a Firenze. Un anno e mezzo dopo il verdetto dell'appello bis: ergastolo per Riccardo Menenti con isolamento diurno per 18 mesi e 16 anni e mezzo per il figlio Valerio assolto dall'accusa di maltrattamenti nei confronti di Julia. Sia padre che figlio sono tornati in libertà per la scadenza dei termini massimi di custodia cautelare. La mancata fissazione dell'udienza da parte della Corte di Cassazione ha fatto sì che l'assassino di Alessandro, reo confesso, sia uscito di galera il 10 gennaio scorso. Circostanza questa che ha fatto scatenare la rabbia dei familiari della vittima. Ma dopo l'istanza depositata dagli avvocati di parte civile, la Corte d'Appello di Firenze emette un nuovo provvedimento restrittivo nei confronti di Riccardo Menenti: l'obbligo di dimora a Todi con divieto di avvicinamento alle persone offese e di firma alla polizia giudiziaria. I legali dei Menenti nel ricorso in Cassazione chiedono per Riccardo il riconoscimento delle attenuanti generiche mentre sostengono che Valerio sia innocente. L'udienza si sarebbe dovuta celebrare il 19 marzo scorso ma il lockdown l'ha fatta slittare ad oggi.

Il delitto 

Alessandro Polizzi viene ucciso la notte tra il 25 e il 26 marzo del 2013 nella casa in cui viveva a Perugia con Julia Tosti. Per la vicenda vengono indagati Riccardo e Valerio Menenti. In primo grado, il padre viene condannato all'ergastolo mentre al figlio, accusato di concorso in omicidio, viene inflitta una pena di 27 anni. In secondo grado, i giudici di Perugia confermano l'ergastolo per Riccardo e riducono la pena per Valerio a 18 anni assolvendolo dall'accusa di tentato omicidio per Julia.