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15 mag 2022

"No alla cultura della forza Investiamo sul rispetto"

PERUGIA - Città e violenza. "Due episodi che preoccupano a distanza di poche ore e di pochi chilometri nella nostra Perugia, episodi che devono scuotere le nostre coscienze e non possono lasciarci indifferenti. Mi riferisco all’incendio innescato all’interno degli spogliatoi della scuola calcio di Santa Sabina, e al brutale pestaggio di una quattordicenne in via Cortonese da parte di sue coetanee con tanto di filmato e incitamento". Così Simone Pampanelli, neosegretario generale della Cgil di Perugia, che invoca una "responsabilità collettiva della città, delle sue istituzioni e del corpo sociale".

"Siamo di fronte a due fatti diversi, sui quali gli organi preposti indagheranno - afferma il sindacalista - ma che sembrano avere un comune denominatore: lo sdoganamento della violenza, quella del fuoco o quella di calci come mezzo accettabile e utile a risolvere una controversia o ad affermare la propria superiorità. Ecco, questa idea, questa cultura della forza e della sopraffazione va respinta con determinazione. Perugia deve rifiutare questo marchio, deve contrastare questa deriva. E non solo per una questione di sicurezza delle sue cittadine e dei suoi cittadini, persino giovanissimi, ma per rivendicare una sua predisposizione alla tolleranza, alla pace, all’apertura culturale e al dialogo, al rispetto degli spazi sociali e alla valorizzazione dei beni comuni. Da parte nostra - conclude il segretario della Camera del Lavoro - nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle vittime di questa odiosa violenza, c’è la volontà di contribuire alla costruzione di una comunità cittadina altra, che respinga la violenza e pratichi al contrario le solidarietà, l’inclusione e la pace".

S. A.

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