Terni, 5 agosto 2018 - Una casa all’immediata periferia cittadina, tra il centro cittadino e Borgo Bovio, in una zona decisamente popolare che prima era abitata dagli operai dell’Acciaieria e ora da un buon numero d’immigrati, che mescolano le loro abitudini con quelle dei ternani. Lì vive la ternana 27enne che ha confessato l’abbandono tragico del figlio neonato, trovato morto giovedì sera nel parcheggio del supermercato di Borgo Rivo. La donna condivide l’abitazione con il compagno, originario dell’est Europa, e con la bimba di 2 anni, ora affidata ai familiari materni, seppur ancora in via informale.

Sconosciuta ai servizi sociali, almeno finora, la 27enne ha dichiarato di essersi sbarazzata del piccolo, nella speranza che qualcuno lo trovasse, per le sue condizioni di estremo disagio economico. Non se l’è sentita, insomma, di far crescere il piccolo insieme alla sorellina. Da qui il piano «diabolico» finito in tragedia.

Ignorata qualsiasi soluzione che avrebbe comunque salvato la vita al bambino, tipo rivolgersi ad un ospedale che avrebbe assicurato buon esito della gravidanza e completo anonimato. Ignoranza, sicuramente, ma anche sintomo di mancato contatto con la realtà. Incensurata, era sconosciuta anche alle forze dell’ordine.

Il compagno, che secondo quanto dichiarato dalla coppia è il padre della bimba, svolgerebbe lavori saltuari come muratore. Questa l’unica «entrata» della famiglia. Comunque sulla base della terribile vicenda, la situazione della ragazza e del contesto familiare è stata segnalata sia all’Asl che ai servizi sociali del Comune, direttamente da parte della procura, che prenderanno i provvedimenti del caso.

Poi c'è la famiglia di lei, descritta come perbene e assolutamente «normale». Il padre, pensionato, vive con la moglie in un paese del Ternano.

La 27enne ha una sorella di diversi anni più grande, sposata, con figli. A lei e alla sua famiglia è stata per adesso affidata la piccola. Della vicenda sarà quasi certamente informato ufficialmente anche il tribunale per i minorenni dell’Umbria.

Ste.Cin.