Terni, 6 agosto 2018 - La Camera penale di Terni ha dato notizia di insulti e attacchi via social nei confronti dell'avvocato Alessio Pressi, difensore della 27enne ternana indagata per avere abbandonato il figlio appena nato, poi trovato morto in un sacchetto di plastica nei pressi di un supermercato.

La Camera penale ternana esprime «la più ampia solidarietà» al legale e condanna le «frasi ingiuriose» pubblicate. In particolare, riferisce l'organismo dell'avvocatura, è stato scritto che il legale «dovrebbe vergognarsi e rifiutarsi di svolgere il suo mandato proprio in considerazione della gravità del fatto». Inoltre gli utenti dei social lamentano «l'eventuale pagamento da parte dello Stato delle spese legali poiché, a fronte dello stato di indigenza, la signora potrebbe essere ammessa al gratuito patrocinio».

Nell'esprimere «riprovazione ed orrore» per il fatto, la Camera penale ricorda, tuttavia, «che l'affermazione della giustizia non può prescindere dal ruolo svolto dall'avvocato, che attua il diritto alla difesa tecnica». «L'avvocato Alessio Pressi, svolgendo la sua professione - continua -, assicura l'esercizio di diritti costituzionalmente garantiti e non difende certamente l'agghiacciante reato che viene qui preso in considerazione. Troppo spesso si continua a confondere l'avvocato con il suo assistito e la funzione difensiva con la difesa del delitto, concetti questi che devono essere tenuti sempre distinti, dimenticando che l'avvocato svolge nel processo penale una funzione costituzionalmente garantita relativa all'attuazione del diritto alla difesa che è inviolabile in ogni stato e grado del procedimento, così come sancito dall'art. 24 della Costituzione. L'avvocato - conclude la Camera penale - è per tutti una figura indispensabile: per il giudizio, per la decisione, per il pubblico ministero, per il giudice, per il cittadino».