Terni, 6 agosto 2018 - La salma del neonato trovato morto nel parcheggio del supermercato resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre la mamma, la ternana di 27 anni che ha confessato l’abbandono del piccolo, sarebbe stata trasferita in una struttura protetta con il consenso della procura. La donna, indagata per «infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale», non ha alcuna restrizione della libertà personale ma deve rimanere rintracciabile.

Il trasferimento sarebbe stato deciso per questioni di opportunità, considerando anche che la 27enne è mamma di una bimba di 2 anni, per ora affidata alla zia materna. L’avvocato difensore Alessio Pressi la definisce «molto provata». L’autopsia ha rivelato come la causa primaria del decesso del bimbo sia stata l’asfissia ma accertamenti di laboratorio sono ancora in corso per verificare anche la possibile concausa dell’ipertermia.

Intanto continuano le indagini della polizia per trovare riscontri alla confessione piena della donna, che come noto ha dichiarato di aver fatto tutto da sola, parto compreso con tanto di taglio del cordone ombelicale, e di aver tenuto segreta la gravidanza anche al compagno, un muratore originario dell’est europeo, oltre che ai familiari.

Si apre poi la questione dei funerali del piccolo, che s’intreccia con una serie di formalità burocratiche di non poco conto in una vicenda del genere, dal riconsocimento all’iscrizione anagrafica.

Il Popolo della Famiglia Umbria, nella persona del presidente Claudio Iacono, «chiede al sindaco Leonardo Latini di esprimere nel prossimo Consiglio comunale un messaggio di cordoglio a nome e per conto di tutta la cittadinanza, al fine di riconoscere la dignità permanente di ogni persona, e che l’amministrazione si faccia carico delle spese per le onoranze funebri e la sepoltura del bimbo, assicurando la presenza di un delegato in rappresentanza della Giunta».