Schianto in moto, muore a 18 anni
Schianto in moto, muore a 18 anni

Città di Castello (Perugia), 23 luglio 2019 -  Non aveva ancora compiuto diciannove anni, troppo presto per morire, il ragazzo vittima ieri sera di un incidente stradale avvenuto a Bivio Canoscio mentre era in sella alla sua moto Ducati che si è scontrata con una Fiat Punto. Purtroppo per Giuseppe Ganguzza, non c’è stato nulla da fare. Ha perso la vita lì, a pochi minuti dalla casa dove viveva con la famiglia, di origini siciliane, ma da tanto tempo residente in zona. I traumi riportati a seguito dell’incidente non hanno lasciato scampo al ragazzo che è morto sul colpo e quando i soccorritori del 118 sono arrivati non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso del giovane. Ennesimo tributo di vite umane alle strade.

L’incidente si è verificato attorno alle ore 19 di ieri sera: il giovane era in sella alla sua moto quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine, il mezzo è entrato in collisione con la Fiat Punto che stava transitando nella stessa strada. L’auto era condotta da una donna che è stata portata in ospedale per traumi non gravi, poi sentita, come da prassi, dalle forze dell’ordine nei minuti successivi all’incidente. La dinamica dello scontro è al vaglio dei carabinieri di Città di Castello che sono intervenuti per i rilievi del caso e sono rimasti nel luogo dell’incidente fino alla tarda serata di ieri.

Il corpo del ragazzo è ora a disposizione delle autorità giudiziarie che indagano su questo terribile scontro e disporranno gli accertamenti nelle prossime ore. Sequestrati entrambi i mezzi, il casco del ragazzo e altri elementi che possano rivelarsi utili alla ricostruzione dell’episodio.

Il diciannovenne era molto conosciuto in zona poiché lavorava in un bar, aveva tanti amici, ed era stato uno studente dell’istituto Leonardo Da Vinci di Umbertide.

La terribile notizia della sua morte ha fatto velocemente il giro della città gettando tanta tristezza tra tutti quello che conoscevano Giuseppe e la sua famiglia, distrutta da un dolore troppo grande.