Umbertide (Perugia), 4 settembre 2018 - Una moschea chiusa e un’altra ancora di là da venire: il risultato è che la comunità islamica umbertidese, duemila persone circa, è rimasta senza un luogo dove poter pregare. Proprio ieri infatti sono scaduti i termini dell’ordinanza del Comune che nel dicembre del 2017 (sotto la guida del sindaco Marco Locchi) in seguito a un esposto del movimento "Umbertide cambia", decretava il ripristino della destinazione d’uso (e di fatto lo sgombero) del locale di via Battisti, adibito da 16 anni a centro culturale islamico.

Un magazzino in sostanza, per di più ormai fatiscente, la cui destinazione d’uso non poteva essere quella di un luogo di culto e di incontro. A ciò si era aggiunta una seconda ordinanza di sgombero, riguardante stavolta tutta l’area dell’ex tabacchificio, emanata dal sindaco Luca Carizia dopo la tragica morte di Saiid Rakrak, ucciso da un incendio per il quale è attualmente in carcere un cittadino extracomunitario.

Ieri mattina il sopralluogo della Polizia locale e dei tecnici del Comune per verificare che l’ordinanza fosse stata eseguita, dal quale è risultato che il locale era libero e restituito alla destinazione di semplice magazzino. Lo sgombero è un duro colpo per la comunità islamica che, di fatto, si sente cacciata. Dice Mohamed El Asery, vicetesoriere centro islamico, metalmeccanico e cittadino italiano: "Sono in Italia dal 1989 e vivo a Umbertide dal 1993. Sono 16 anni che vengo in questo luogo con mia moglie. Oggi siamo cacciati via di qui senza avere nessun altro locale dove andare a pregare".

L’imam Chafiq El Oqayly, al momento in Marocco, sua terra natale, fa sapere: "L’ordinanza va rispettata. Noi abbiamo sempre cercato di rispettare la legge in ogni modo e situazione. Abbiamo cercato un locale provvisorio per la preghiera e le attività culturali del Centro islamico ma non abbiamo trovato nulla, purtroppo. Se non troveremo un locale continueremo a trattare con il Comune".

Le parole dell’Imam evidenziano insomma una grande difficoltà dei musulmani umbertidesi di poter affittare un luogo adeguato al culto in tempi brevi, prima dell’apertura del nuovo centro islamico di via Madonna del Moro, per il cui completamento occorrerebbero almeno sei mesi, se non un anno, come sussurra qualcuno della comunità islamica. Un primo tentativo, che aveva individuato nella zona delle Fontanelle un locale adatto, è naufragato poco prima della firma del contratto. Intanto, tra i fedeli musulmani c’è chi parla di trasferirsi a Perugia o Città di Castello per la preghiera del venerdì.

Pa.Ip.