Polizia
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Perugia, 26 aprile 2018 – Lo ha trovato la madre senza vita nella sua stanza da letto nel loro appartamento di via del Macello a Perugia. Ha immediatamente chiamato i soccorsi ma, per il figlio non c’era più nulla da fare. L’uomo, un 35enne nato a Foligno, ma da tempo residente a Perugia è stato stroncato, molto probabilmente, da una dose mortale di eroina. Sul posto, oltre ai sanitari del 118 del Santa Maria della Misericordia, allertati attorno alle 21 di martedì sera, sono intervenuti anche i poliziotti della squadra mobile della questura. La situazione però, stando a quanto emerge e, visto il passato di tossicodipendenza della vittima, sembrerebbe piuttosto chiara.

Il 35enne era infatti noto alle forze dell’ordine come assuntore di stupefacenti, lo stesso mondo che lo aveva risucchiato e trascinato in qualche storia di cessione di droga, per cui era finito anche indagato. Dopo tutti i rilievi del caso – la polizia ha repertato tutto quanto di utile potesse esserci sul luogo del ritrovamento del cadavere – la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il sostituto procuratore della Repubblica di turno, Mario Formisano, disporrà l’esame autoptico nelle prossime ore. Intanto, secondo una prima ricognizione effettuata dal medico legale sul posto, la morte potrebbe essere collocata attorno alle 20 di martedì sera. La polizia ha già iniziato ad indagare per risalire a chi gli abbia fornito la dose killer.

Nei giorni scorsi altri due uomini erano morti per overdose a Trevi. Entrambi, è emerso, avevano acquistato la dose mortale da un pusher magrebino di Perugia recentemente arrestato dai carabinieri. Ad indicarlo come spacciatore era stato un terzo acquirente, presente al momento della cessione. Ma su quanto accaduto sono ancora in corso indagini da parte degli investigatori. Durante l’interrogatorio infatti lo spacciatore aveva ammesso di aver ceduto due dosi (e non tre), una di cocaina che doveva servire al terzo uomo e una di eroina che, quasi certamente, avevano assunto i due uomini poi deceduti, ognuno nella propria abitazione di Trevi.

Analisi tossicologiche sono in corso per capire se la dose fosse stata ‘mischiata’ – eroina e cocaina ad esempio – o se contenesse un principio attivo troppo alto e quindi letale. Tornando da Perugia però uno degli assuntori, poi deceduto, aveva detto di aver preso una ‘sola’. Senza specificare a cosa, il prezzo, la quantità oppure si era accorto che quella polvere erano strana?