Perugia, 1 novembre 2017 - Un momento di raccoglimento privato nel cimitero alle porte di Londra: così la famiglia di Meredith Kercher ricorda oggi la studentessa inglese uccisa a Perugia dieci anni fa. Il dolore resta senza tregua, ma don Saulo Scarabattoli, già cappellano della sezione femminile del carcere perugino, sono «speranza e serenità» le parole che devono segnare oggi quella vicenda. «Serenità nella Vita eterna per Meredith, ma anche per Amanda Knox».

Per don Saulo, che ha conosciuto bene Amanda nella sua permanenza in carcere, con il tempo passato «si sono attenuati i colori, ma rimane una sensazione di dolore». «È però svanita – ha aggiunto – quella cappa di piombo che c’era su Perugia per l’omicidio di Meredith. Un’etichetta oscura fortunatamente scomparsa un pò come fa la nebbia». E la città sembra vivere in maniera apparentemente asettica il decimo anniversario del delitto. Anche le istituzioni preferiscono il silenzio. Nel frattempo l’abitazione di via della Pergola, strada che per anni e anni è stata al centro della cronaca nera mondiale, ha nuovi inquilini. Completamente ristrutturata, appare ben diversa da quella immortalata in tante foto e video.

Chi non riesce invece a vivere con distacco questi giorni è Patrick Lumumba, arrestato nelle primissime fasi dell’indagine e poi tornato in liberà circa due settimane dopo. Venendo prosciolto da ogni accusa perché risultato del tutto estraneo. «È un brutto ricordo che non si cancella» ha detto Lumumba all’Ansa.

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«Momenti difficili che mi accompagnano – ha aggiunto – e probabilmente lo faranno per tutta la vita. Prima di tutto c’è comunque la condivisione per il dolore della famiglia di Meredith». Quando venne arrestato Lumumba gestiva un pub nel centro di Perugia. Locale poi chiuso. «Dopo ho preso la laurea specialistica in relazioni internazionali e ora vivo tra Perugia e la Polonia, il Paese di mia moglie».

Chi è tornata negli Usa subito dopo avere riacquistato la libertà è Amanda Knox, che ora soprattutto scrive: articoli per giornali, ma anche libri. Nei quasi quattro anni passati nel carcere di Perugia era stata seguita, come le altre detenute, dall’allora parroco don Saulo. «Ho evitato di sentirla in questi giorni particolari - ha detto il sacerdote - ma il mio augurio è che anche lei possa ritrovare speranza e serenità».

Amanda Knox

Raffaele Sollecito, il pugliese ingegnere informatico, lavora in proprio e «sta cercando la sua dimensione» dice il padre Francesco, che parla di «ferita ancora aperta che forse mai si rimarginerà» nonostante l’assoluzione.

Raffaele Sollecito attorniato dai giornalisti con il suo avvocato Giulia Borgiorno

Chi continua a scontare la sua condanna a 16 anni è invece Rudy Guede. L’unico ad aver scelto il rito abbreviato dopo avere ammesso di essere stato presente nella casa del delitto. Negando però, anche lui, di avere ucciso Meredith.

Rudy Guede