Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet Accedi al tuo account Clicca qui per accedere al tuo account WhatsApp Canale YouTube
Cronaca Sport Cosa fare

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

Perugia, il mistero della Fontana Maggiore, ecco il perché delle statue dorate

Il fenomeno sarebbe da attribuire alla ruggine

Ultimo aggiornamento il 1 settembre 2018 alle 07:02
Fontana con le statue dorate

Perugia, 1 settembre 2018 - Adesso è ufficiale: le «portatrici d’acqua» della Fontana Maggiore lo scorso gennaio diventarono giallo-oro per colpa «delle acque rugginose che si sono formate per la corrosione delle tubazioni in ferro del circuito chiuso» che trasporta acqua al monumento.

Ci sono voluti sette mesi per scoprire il motivo autentico di quelli che molti hanno definito «il miracolo» della fontana simbolo della città, che da un giorno all’altro, il 12 gennaio scorso, si tinse doro. E ora finalmente si scopre che la colpa è stata dei tubi arrugginiti e che per ridare il colore originale al gruppo bronzeo che svetta sul monumento di piazza IV Novembre (e che è comunque una copia dell’orginale conservato nel museo della Galleria nazionale) serviranno tremila euro.

Prima di arrivare a questa conclusione la Soprintendenza ha consultato i documenti relativi ai precedenti restauri e manutenzione (1997, 2012 e 2016) dai quali è arrivata però la conferma che i prodotti utilizzati sui manufatti bronzei nel corso dell’ultimo restuaro erano conformi testati e utilizzati da oltre dieci anni».

Quindi nessuna colpa da attribuire agli ultimi lavori di due anni fa. Così dopo i prelievi effettuati dall’Istituto superiore per la conservazione e il restauro e le analisi eseguite si è arrivati alla conclusione. Confermata dall’Università che ha trasmesso la relazione sulla caratterizzazione biologica e chimica della patina gialla redatta dal Dipartimento di Chimica biologia e biotecnologia, secondo cui la «fonte di ferro è stata responsabile della formazione del deposito giallo presente da ricercare probabilmente all’interno del circuito chiuso che alimenta la fontana»

Una relazione in cui vengono fornite anche delle indicazioni utili su come intervenire all’interno dell’impianto idraulico. Il Comune a questo punto ha affidato i lavori necessari alla rimozione della patina e della stesura protettivo per un importo pari a circa tremila euro alla Coobec di Spoleto (la stessa che effettuò il resturo del 2016).

m.n.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.