Studiati i meccanismi alla base della capacità di immagazzinare ricordi
Studiati i meccanismi alla base della capacità di immagazzinare ricordi

Perugia, 11 luglio 2018 - Hanno in media 35 anni e della loro vita ricordano ogni dettaglio. Che film hanno visto, ad esempio, in un giorno qualsiasi di dieci anni fa. Quasi nessuno ci riesce, ma per otto italiani dotati di ipermemoria autobiografica è un gioco da ragazzi. Un team di ricercatori di varie Università, tra cui quella di Perugia, li ha individuati grazie a uno studio, il primo realizzato al mondo, pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (Pnas).

IL LAVORO ha visto in prima linea l’Ateneo cittadino insieme all’Istituto Superiore di Sanità, all’Università della California-Irvine e alla Sapienza di Roma. Tra i coordinatori c’è Valerio Santangelo, docente dell’Unipg e della Fondazione Santa Lucia IRCCS. «Abbiamo monitorato otto persone con ipermemoria e 21 soggetti di controllo con memoria normo-tipica», racconta Santangelo, docente di psicologia generale del dipartimento di Filosofia dell’Unipg. «La cosa straordinaria – continua – è che oltre a ricordare che, ad esempio, il 3 agosto del 2011 era mercoledì, sono anche in grado di dire come erano vestiti in quella giornata o che cosa hanno mangiato». Il tutto senza alcuno sforzo né tentennamento. Due i test sottoposti ai soggetti studiati. «Il primo – riferisce il docente – consiste in 30 domande su eventi pubblici in cui viene chiesto alla persona di ricordare anche il giorno della settimana in cui è accaduto e se è in grado di associare un evento personale. Mentre il secondo test è molto più complicato e l’abbiamo fatto fare solo a chi ha ottenuto un buon punteggio al primo. Consiste in 10 date random e viene chiesto al soggetto di rievocare un ricordo personale e uno pubblico nell’arco di 30 giorni prima o dopo quella data». Chi ha ricevuto in dote una memoria straordinaria riesce a ricordare con incredibile accuratezza giornate apparentemente normali.

«MENTRE noi normotipici tendiamo a memorizzare solo cose ‘particolari’ rispetto alla quotidianità», precisa Santangelo. Tra i casi analizzati c’è quello di Roberto Bertoni, 28 anni, giornalista romano, che ricorda nitidamente quel «gelato alla stracciatella» gustato con sua madre «alle 21 del 12 luglio ’98, al bar sotto casa, prima della finale Francia-Brasile dei Mondiali di calcio». E’ Patrizia Campolongo, ricercatrice della Sapienza e co-autrice dello studio insieme a Simone Macrì, a chiarire che «l’ipermemoria consiste principalmente nella capacità di accedere a tracce mnestiche non accessibili ai soggetti di controllo, spiegando così la maggiore capacità dei soggetti ipermemori di riportare alla luce dettagli infinitesimi del loro passato». Lo studio apre nuove frontiere di ricerca sulla memoria. «Comprendere i sistemi neurobiologici alla base dell’iper-funzionamento di memoria – conclude Macrì, dell’ISS – fornisce importanti indicazioni su come intervenire per ripristinare un funzionamento adeguato dei sistemi di memoria in condizioni patologiche».