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Matrimoni in chiesa ad Assisi. "Non si scelga per motivi estetici"

L’appello del vescovo Sorrentino agli sposi: "Rispettate le regole"

Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2018 alle 07:19
L’arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino

Assisi,  5 settembre 2018 -  No al matrimonio da cartolina o alla scelta di chiese per motivi estetici, motivazioni che spingono tanti a individuare Assisi come luogo ideale per le nozze: l’arcivescovo Domenico Sorrentino richiama al rispetto della normativa in materia che indica nelle chiese parrocchiali di origine degli sposi la prima scelta per chi intende celebrare il sacramento del matrimonio. «Nessun divieto o preclusione alla celebrazione dei matrimoni nella nostra città, solo un appello alla responsabilità, anche alla luce della crisi della famiglia – dice il vescovo Sorrentino –. In Assisi si celebrano tanti matrimoni di fedeli che vengono da fuori diocesi e persino da fuori Italia. Ma c’è una regolamentazione, stabilita nel Codice di diritto canonico e nel Direttorio di pastorale familiare della Conferenza Episcopale Italiana, precisata nel Sinodo diocesano, e dettata da buone ragioni pastorali. Deve esserci insomma un motivo valido e che il Vescovo degli interessati si faccia carico di accompagnarli nel loro percorso», spiega ancora chiamando al rispetto del Codice di diritto canonico e del Direttorio di pastorale familiare della Cei.

Nel sito della Diocesi, oltre alla documentazione necessaria, è lo stesso monsignor Sorrentino a spiegare i motivi di questa ‘stretta’ che vuole solo mettere in guardia da aspetti esteriori che possono rivelarsi ben più deboli delle motivazioni interiori. I ‘numeri’ dicono che dall’inizio dell’anno, sono state celebrate nella Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, 159 nozze, 90 delle quali di non residenti. A complicare la situazione il fatto che i casi di nullità di matrimoni officiati nella città di San Francesco siano elevati... «E’ vero, ma non bisogna esagerare: ho conosciuto anche delle coppie che mi hanno testimoniato la bellezza della loro unione, benedetta decenni prima in Assisi – spiega ancora il presule –. E’ un discorso di preparazione, di un percorso che va fatto dagli sposi insieme alla comunità parrocchiale, ad altre coppie, con il matrimonio poi vissuto sempre in questo contesto, è la strada migliore». E pensare che «Piano annuale delle attività di promozione turistica e integrata» dell’Umbria del 2017, viene indicato come ‘prodotto turistico di apprezzabile opportunità’ quello del wedding (turismo matrimoniale). «Se il motivo della richiesta di celebrare il matrimonio fuori dalla diocesi di appartenenza è la devozione per san Francesco – conclude il vescovo Sorrentino –, si suggerisce che, celebrando il matrimonio nei loro ambienti di appartenenza, vengano ad Assisi per una messa di ringraziamento e una benedizione speciale».

Maurizio Baglioni

 

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