Stalking (Foto repertorio)
Stalking (Foto repertorio)

Perugia, 18 ottobre 2019 - In Umbria vengono commessi ogni giorno 1,3 reati di maltrattamento in famiglia e denunciato almeno un caso di stalking. Una donna alla settimana dice di essere stata vittima di violenza sessuale. I dati che si riferiscono al periodo dal primo luglio 2018 al 30 giugno 2019 non comprendono quindi il boom di segnalazioni penali avvenuto dopo l’entrata in vigore della legge sul cosiddetto Codice rosso che ha fatto registrare, alla sola procura di Perugia, una decina di episodi a settimana.

Numeri che «anche se non sono ancora da allarme sociale non devono essere sottovalutati» ha detto il procuratore generale Fausto Cardella, intervenendo al convegno sul “Separicidio” organizzato dalla sezione locale di “Cammino” - Camera nazionale avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni - presieduta dall’avvocato Maria Luisa Mammoli per affrontare i diversi aspetti della legge che, nell’ambito della protezione delle donne, introduce nuovi fattispecie di reato, come il revenge porn o lo sfregio del volto e inasprisce le pene per tutti quei reati sulla violenza di genere.

Nel dettaglio 165 sono state le denunce per stalking a Perugia in un anno, 99 a Terni e 97 nel circondario della Repubblica di Spoleto – che comprende anche il Folignate e il tuderte - . Le violenze sessuali sono bilanciate nelle tre procure – 21 a Perugia e Terni e 25 a Spoleto – mentre i maltrattamenti sono stati 263 nel Perugino, 111 a Terni e 108 a Spoleto.

Il procuratore generale, nel suo intervento, ha definito «demagogica» l’indicazione del legislatore che ha fissato in tre giorni il lasso di tempo in cui il pm – o con delega alla polizia giudiziaria – deve necessariamente sentire la vittima del reato. «Sarebbe più utile lasciare la decisione alla discrezionalità di chi le indagini le conduce» anche perché, ha aggiunto, «non mi risulta l’inerzia« delle procure rispetto ai reati di violenza. Cardella ha invece definito «scandalosi» e «inammissibili» quei casi – avvenuti anche a Perugia – in cui si è arrivati alla prescrizione del reato per la lungaggine del dibattimento.

Un problema a cui ha fatto cenno – in apertura dei lavori - anche la presidente del tribunale di Perugia, Mariella Roberti, sottolineando che, dopo un periodo più difficile al tribunale penale di Perugia, la fase processuale è stata riorganizzata con corsie preferenziali. Introducendo la giornata di studi l’avvocato Mammoli ha dedicato questo seminario a Raffaella Presta, “giovane donna, mamma e avvocato” uccisa con due colpi di fucile dal marito il 25 novembre del 2015.

Il consigliere Massimo Pici ha portato i saluti del sindaco e l’avvocato Bruna Ronconi del presidente dell’ordine degli avvocati. Nel corso della prima giornata di seminario è intervenuta la presidente nazionale di “Cammino” Maria Giovanna Ruo che ha spiegato la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per la violazione del diritto alla vita e l’avvocato Alessia Sorgato che ha focalizzato l’attenzione sul revenge porn.