di Michele Nucci Sono quasi 5mila gli umbri che prestano il proprio tempo alla politica attiva e ottomila quelli che hanno versato un contributo in denaro a un partito. La fotografia dell’Istat sull’Umbria stavolta mette a fuoco la passione per la politica: il Cuore Verde è da sempre terra con le più alte percentuali di affluenza alle urne nel nostro Paese, ma l’impegno e l’interesse – secondo l’indagine dell’Istituto nazionale di Statistica – vanno via via...

di Michele Nucci

Sono quasi 5mila gli umbri che prestano il proprio tempo alla politica attiva e ottomila quelli che hanno versato un contributo in denaro a un partito. La fotografia dell’Istat sull’Umbria stavolta mette a fuoco la passione per la politica: il Cuore Verde è da sempre terra con le più alte percentuali di affluenza alle urne nel nostro Paese, ma l’impegno e l’interesse – secondo l’indagine dell’Istituto nazionale di Statistica – vanno via via scemando man mano che si va dal Nord verso il Sud.

Così ad esempio emerge che solo l’1,1 per cento degli umbri da 14 anni in sù (questo il campione che ha risposto al sondaggio) nel 2019 ha dato soldi ad un partito, mentre soltanto lo 0,6 ha prestato attività gratuita. Percentuali in diminuzione rispetto all’ultima rilevazione che era stata effettuata cinque anni fa. Un impegno diretto molto contenuto, come si può notare, mentre l’interesse a informarsi sulla vita politica italiana è senza dubbio ben più elevato. Sono infatti ben 572mila (73,9%) i cittadini della nostra regione che si informano sui fatti della politica nazionale, mentre il 56,1 per cento lo fa almeno una volta alla settimana. Un dato che, lo ricordiamo, è riferito al 2019, anno in cui in Umbria la politica ha vissuto un’autentica rivoluzione.

Dall’indagine emerge inoltre che il 63% degli umbri parla comunque di partiti e di politica (488mila persone) e la metà di essi (31,9% del totale) lo fa almeno una volta ogni sette giorni. Interessante è capire attraverso quali strumenti si informano i cittadini nel nostro territorio: il 29,1% lo fa con la radio, il 90,9% con la televisione, il 29,8% tramite i quotidiani, mentre l’8,7% con i settimanali.

C’è poi chi sceglie i canali diretti come gli amici (lo fa un umbro su quattro, pari al 24,4%), i parenti (22,2%), ma anche con conoscenti (12,3%) e colleghi di lavoro (12,4%). Curioso poi scoprire che soltanto l’1,6 per cento degli umbri sceglie di informarsi dai partiti o dai sindacati. Il numero è limitato per coloro che restano all’ascolto in Tv o in radio di un dibattito politico (16%), mentre soltanto il 4,1 per cento (32mila) ha preso parte a un dibattito politico che si svolge all’aperto o in luoghi chiusi. Infine soltanto in 5mila (3,3%) hanno partecipato a cortei di varia natura e questi, rileva l’Istat, sono soprattutto giovani.