Riconoscere agli avvocati che hanno figli in età scolare il legittimo impedimento dalle udienze. In un momento in cui l’attuale situazione epidemiologica ha comportato la chiusura delle scuole con tutte le conseguenze che ne derivano, sul piano organizzativo e lavorativo, per molte famiglie. Lo chiede il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli avvocati di Perugia, che...

Riconoscere agli avvocati che hanno figli in età scolare il legittimo impedimento dalle udienze. In un momento in cui l’attuale situazione epidemiologica ha comportato la chiusura delle scuole con tutte le conseguenze che ne derivano, sul piano organizzativo e lavorativo, per molte famiglie. Lo chiede il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli avvocati di Perugia, che nei giorni scorsi ha approvato una delibera per sostenere le istanze degli avvocati del nostro territorio "che ci rappresentano, in particolare, l’impedimento oggettivo alla partecipazione delle udienze, anche quando disposte in modalità da remoto, vista l’impossibilità di portare negli studi professionali i bambini e le bambine che per almeno quindici giorni non potranno frequentare le scuole". Il Comitato, presieduto dall’avvocato Francesca Brutti, sottolinea come, vista la grave situazione in Umbria che ha comportato ulteriori misure precauzionali, "sentiamo in dovere di dare voce alle avvocate e agli avvocati che, con responsabilità di cura per i figli più piccoli, ci segnalano difficoltà ad adempiere compiutamente ai loro doveri di rappresentanza e difesa".

Intanto è stato già approvato dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Perugia, lo scorso giugno, il progetto della "Banca del Tempo" istituito dal Comitato Pari opportunità (sulla scia di quanto avvenuto in altri fori d’Italia) e che prevede la sostituzione in udienza, a titolo gratuito, dei colleghi in difficoltà. Un progetto di solidarietà e mutualità che ora potrebbe diventare uno strumento utile per venire incontro alle esigenze degli avvocati con figli piccoli. "È un progetto che permette ai colleghi che si rendono disponibili alla sostituzione, di vedersi riconoscere un credito formativo – spiega la presidente Brutti – Abbiamo ideato anche questo protocollo di legittimo impedimento che ora è al vaglio dei capi degli uffici giudiziari".

VS