La protesta dei camminatori: "No ai motori sui sentieri umbri. Così si depreda la montagna"

Le associazioni ambientaliste e gli escursionisti ieri hanno invaso piazza Italia per dire “no“ all’emendamento Puletti che autorizza il passaggio dei veicoli. Momenti di alta tensione .

La protesta dei camminatori: "No ai motori sui sentieri umbri. Così si depreda la montagna"

La protesta dei camminatori: "No ai motori sui sentieri umbri. Così si depreda la montagna"

PERUGIA

"La montagna va difesa e protetta, non depredata". "Stop ai motori sui sentieri umbri. Il cuore verde deve rimanere tale". Hanno riempito piazza Italia. In centinaia sono saliti in centro davanti alla Regione per dire “no“ al cosiddetto emendamento Puletti, che permette la libera circolazione dei veicoli a motore sui sentieri di montagna, laddove non vi siano tabelle di divieto. Le 24 associazioni promotrici della manifestazione (CAI, Lagap, Aigae, Fie, Orme-Camminare Liberi, Natura Avventura, Natural Slow Life, Sentieri Partigiani Terni, Gusta Trevi, Collegio Regionale Guide Cicloescursionismo, Pedale Spellano, Subasio Epic, Fiab Perugia, La Rampicorno, Pale Guerro Hero, All Mountain Foligno, Agesci, Wwf, Fugs Speleologica, Legambiente, Fai, Csen, Italia Nostra, Umbria Green Holidays) hanno invaso l’acropoli, zaino in spalla e scarponi ai piedi, per ribadire che la norma approvata dalla maggioranza in consiglio regionale uccide l’ambiente.

"La natura va tutelata prima e non dopo", hanno detto tra l’altro i presenti, alludendo al fatto che secondo loro, diversi sentieri sarebbero stati già deturpati dal passaggio dei motori.

Momenti di tensione quando è arrivata a Palazzo Cesaroni anche la consigliera leghista, Manuela Puletti che ha parlato a lungo con alcuni rappresentanti delle associazioni sostenendo la natura inclusiva della norma. Ma secondo il presidente del Cai Umbria, Gianluca Angeli, è "impossibile una convivenza tra chi cammina e chi va sui veicoli a motore". Un contrarietà al provvedimento, fanno capire i manifestanti, che tocca aspetti relativi alla sicurezza, all’ambiente naturale, alla fauna ed anche alla promozione del territorio. Fischi e cori dunque contro la consigliera che, alla fine, è stata scortata fuori dalla piazza, fino all’imbocco delle scale mobili, dagli agenti di polizia.

La reazione della Puletti non si è fatta attendere: "La differenza la fa chi, come me, ha scelto di esserci, nel pieno rispetto di un principio di condivisione, e chi invece si è distinto per insulti, minacce ed offese nei confronti di una donna, mamma e rappresentante delle Istituzioni. Ho voluto essere presente – spiega la consigliera regionale - per aprire un tavolo di condivisione che si basi sul sano principio di convivenza con tutte le realtà coinvolte in questo emendamento. Mi sono resa disponibile per l’ennesima volta ad un confronto, perché è mio costume mettere la faccia sulle scelte politiche adottate. E per provare a trovare soluzioni condivise. Con questo spirito, come fatto nell’incontro già avuto nel mio ufficio con il rappresentante del Cai, ho ribadito l’offerta a promuovere un tavolo che veda coinvolte, con pari dignità, associazioni ambientaliste, escursionistiche, ciclisti, cacciatori, cavatori di tartufi, motociclisti da enduro. La risposta ricevuta è stata però ancora di chiusura: disponibili a sedere intorno a un tavolo, ma respingendo il principio di convivenza. Una risposta che dimostra come le persone in piazza si sentano gli unici autorizzati a fruire delle nostre montagne".

Silvia Angelici