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23 giu 2022

“Il passato è presente“ con Tippolotti e Ballerani

Da sabato a Perugia la mostra con opere contemporanee al Museo Archeologico

23 giu 2022
Paolo Ballerani e Mauro Tippolotti
Paolo Ballerani e Mauro Tippolotti
Paolo Ballerani e Mauro Tippolotti
Paolo Ballerani e Mauro Tippolotti
Paolo Ballerani e Mauro Tippolotti
Paolo Ballerani e Mauro Tippolotti

Sfide e provocazioni contemporanei tra i tesori del passato. Promette grandi suggestioni la nuova mostra di Paolo Ballerani e Mauro Tippolotti, “Il passato è presente. Archeologia contemporanea” che verrà allestita al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria da sabato fino a domenica 25 settembre.

Pittura, scultura, soggetti tradizionali rivisitati si fondono nell’esposizione-evento dei due artisti perugini, presentata ieri al Bistrot di piazza Matteotti. Si parte col botto visto che i visitatori saranno subito accolti da una riproduzione della Venere di Milo alta cinque metri, realizzata da Ballerani e posta al centro del prato del chiostro dell’ex convento di San Domenico: la celebre statua è raffigurata mentre sta per scattarsi un selfie con l’unico braccio rimasto. Dei dieci lavori di Ballerani otto saranno collocati nel chiostro e due lungo le scale. Sono in polistirolo, polipropilene con rivestimento in resina e colori in polvere. Le opere di Mauro Tippolotti andranno invece ad animare il salone degli Umbri e degli Etruschi al piano superiore del Museo: si tratta di pannelli di grande formato in tela classica con tecnica mista, acrilico e olio.

“Il passato è presente”, ha sottolineato il critico Andrea Baffoni, è un progetto che parte da lontano, dalla mostra “Odissea“ allestita dai due artisti nel 2017 (con il seguito “Ultima crociata”), ispirato dalla riflessione del filosofo Giorgio Agamben secondo il quale "è cercando di comprendere il presente che gli uomini si trovano costretti a interrogare il passato". Organizzano il Comune e il Museo Archeologico, con l’assessore Leonardo Leonardo Varasano e la direttrice Maria Angela Turchetti. Che hanno unito coraggio nelle scelte e metodo corale chiamando a raccolta la Casa degli artisti, Totem, la confraternita del sopramuro, l’Accademia.

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