Città di Castello, 11 settembre 2018 - CITTÀ DI CASTELLO: prima tappa della cerimonia di riconsegna della tratta ferroviaria dopo mesi e mesi di cantiere. Ore 10, un autobus con giornalisti e rappresentanti istituzionali partito da Perugia arriva alla stazione tifernate. Quando il ‘corteo’ entra dentro gli uffici, alla biglietteria ci sono un gruppo di mamme in fila che, portafogli in mano, sottoscrivono l’abbonamento per i loro figli, studenti, che ogni giorno vanno verso Umbertide o Perugia. «Ma quando riparte il treno?», chiede una di loro. «Presto, molto presto», si sente rispondere. Stando a quanto annunciato dai vertici delle istituzioni infatti i treni dovrebbero ripartire tra una decina di giorni, forse il 24 settembre.

DALL’INIZIO viaggeranno a 50 chilometri orari, perché i livelli di sicurezza dopo i recenti e numerosi fatti di cronaca, hanno fatto innalzare i livelli di sicurezza. Tanto che ieri mattina da Città di Castello non c’erano vagoni sulle rotaie, ma solo mezzi da cantiere, a dimostrazione del fatto che i lavori sono ancora in corso. Solo più avanti, a Umbertide una carrozza è poi partita riportando a Perugia rappresentanti istituzionali e giornalisti nel percorso lungo le rotaie rimesse a nuovo. Inaugurazione parziale, cantiere parziale. All’Altotevere infatti manca un pezzo importante: il collegamento verso Sansepolcro, completamente tagliato fuori. Per questo il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, quello di San Giustino Paolo Fratini e il vicesindaco di Sansepolcro Luca Galli hanno rilanciato l’esigenza di andare ad un completamento. In tutta risposta sono giunte le dichiarazioni della presidente della giunta regionale Catiuscia Marini e dell’assessore Giuseppe Chianella che fanno ben sperare anche per questo definitivo completamento della linea.

TRA LE ISTITUZIONI c’è anche chi, come l’assessore umbertidese Alessandro Villarini, ritiene che tuttavia questa inaugurazione avrebbe dovuto rispettare i tempi annunciati mentre il consigliere di opposizione Fdi Andrea Lignani Marchesani va giù pesante: «Non c’e’ limite al senso del ridicolo. Nonostante l’ennesimo fallimento sulla data di riconsegna dell’infrastruttura all’utenza si è perseverato con la celebrazione di una non inaugurazione».