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Ferrovia Centrale, ennesimo autogol. Rinviato il riavvio delle corse di linea

L’Agenzia per la sicurezza ferroviaria pretende altri documenti

Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2018 alle 07:52
Catiuscia Marini sui binari

Perugia, 9 settembre 2018 - Contrordine: i treni della Fcu non ripartiranno mercoledì in concomitanza con la riapertura delle scuole, ma forse torneranno a circolare lunedì 24. O magari il primo ottobre. Il ping pong sulla rimessa in circolazione dei convogli della Ferrovia centrale umbra va avanti. E ieri ha vissuto un’altra tappa singolare. In tarda mattinata è stata infatti la Regione a comunicare che «in merito alla ripresa dell’esercizio commerciale della Fcu, a seguito di una richiesta di integrazione documentale avanzata da Ansf (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie) inviata nel tardo pomeriggio di venerdì (l’altro ieri, ndr), la data verrà comunicata in esito a un incontro tecnico previsto per i primissimi giorni della prossima settimana». Questa la nota ufficiale di Palazzo Donini che rinvia il debutto fissato per mercoledì nella tratta da Umbertide a Ponte San Giovanni e che prevedeva che lunedì 24 fosse riattivato anche il tratto tra Città di Castello e Umbertide.

Motivo del rinvio? Mancherebbero documenti che Umbria Mobilità non avrebbe ancora prodotto e che l’Agenzia nazionale pretende di avere per poter far ripartire i treni: nessun problema coi lavori o i nuovi binari, garantiscono ben informati, solo questioni burocratiche. Ma la tensione è alle stelle. Certo, gli annunci e le successive smentite indispettiscono i passeggeri che non sanno più che pesci pigliare: già il fatto che per dieci giorni avrebbero dovuto cambiare mezzo tre volte (bus, treno e ancora bus) per percorrere i 50 chilometri da Città di Castello alla stazione di Sant’Anna di Perugia, non era il massimo. Senza contare che mancano certezze su abbonamenti, orari e quant’altro. E poi che comunque per qualche mese si viaggerà a 50 all’ora. Una serie di ‘autogol’ che si sarebbero potuti evitare: sarebbe bastato decidere di rimettere i convogli sui binari il primo ottobre. Venti giorni in più, rispetto a tre anni di attesa, non avrebbero cambiato nulla. Domani comunque l’iniziativa per la riconsegna dell’infrastruttura si svolgerà lo stesso per dare atto – questo sì – che i lavori sono stati fatti a tempo di record e che l’Umbria è la prima regione che ha eseguito opere così importanti in una ferrovia regionale.

Michele Nucci

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