Perugia, 8 giugno 2018 - Lo stadio di Frosinone «Benito Stirpe» inaugurato qualche mese fa, ha usufruito di un importante contributo da parte dell’Istituto del credito sportivo: dei 20 milioni necessari all’investimento infatti, l’Ics ne ha messi sul piatto ben otto. Ed è questo un ulteriore elemento che fa pensare come davvero stavolta potrebbe andare in porto l’operazione di restyling del Renato Curi di Perugia.

Ieri, infatti, la delegazione perugina formata dal sindaco Andrea Romizi, dagli assessori Francesco Calabrese ed Emanuele Prisco e dal presidente del Coni Umbria, Domenico Ignozza ,si è di nuovo recata a Roma per un secondo incontro con il presidente dell’Ics, Andrea Bodi. Riunione che i protagonisti si limitano a definire «costruttiva e positiva» allo stesso tempo.

Rispetto al faccia a faccia di lunedì 28 maggio è stato fatto in effetti un passo avanti. Abodi infatti ha chiesto agli interlocutori perugini di presentare le carte per un eventuale finanziamento: dal business plain (documento che sintetizza i contenuti e le caratteristiche del progetto imprenditoriale) , ai numeri del bilancio del Perugia, fino alle procedura che Comune e Società avrebbero intenzione di seguire per l’operazione. Sarà lo stesso Istituto di credito sportivo nei prossimi giorni a inviare una serie di schede a Palazzo dei Priori, schede di "bancabilità" dalle quali si potranno trarre una serie di parametri finanziari e progettuali e capire se l’operazione possa davvero andare in porto.

Con l'ipotesi – niente affatto remota – che l’investimento possa essere finanziato in maniera completa con i fondi pubblici del Credito sportivo.

Abodi insomma ha offerto la massima disponibilità, ma in tutto ciò sarà dirimente comprendere quanto sarà l’impegno finanziario del Comune (che conferma la disposnibilità di 300mila euro annui, quelli destinati attualmente alla manutenzione dell’impianto che che diventerebbero un "contributo alla costruzione") e del Perugia Calcio. Il progetto di restyling dell’impianto è stimato tra i 10 e i 12 milioni. A Palazzo dei Priori c’è ottimismo è vero, ma anche massima cautela: gli amministratori sanno bene che negli anni – dai tempi di Luciano Gaucci – si è sempre arrivato ad un passo dal concludere la questione della ristrutturazione, a volte con tanto di firma nero su bianco.