Social network e smartphone
Social network e smartphone

Città della Pieve, 5 marzo 2020 - «In giro dicevano che anche io ero stato ricoverato. Prima di diffondere una notizia assumiamoci la responsabilità di quella informazione". Ha dovuto ricordarlo in video-messaggio anche il sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini, che in una piccola comunità di poco meno di 8000 abitanti si è trovato a fronteggiare in poche ore il primo paziente positivo al Covid-19 dell’area del Trasimeno e ieri la conferma del secondo caso.

Per non parlare del gran numero di tamponi eseguiti e di almeno 50 persone che si sono messe in autoisolamento. Ma anche in stato di "crisi" ci sono regole da rispettare. E’ illegale divulgare i nomi dei contagiati e farlo sui social o nelle chat pubbliche è punibile penalmente. Invece qualcuno lo ha fatto. Riportando l’identità e il posto di lavoro del malato. "La situazione sanitaria al momento è sotto controllo – ha detto Risini -. Chi aveva sintomi è stato sottoposto a tamponi e dobbiamo vivere la nostra vita tranquilli consapevoli che tutti stanno facendo il loro lavoro: istituzioni e sanitari. Ma anche se la situazione giustifica qualche preoccupazione, non giustifica certe gravissime mancanze. Da stamattina (ieri, ndr) circola sui social il nome del nostro concittadino ricoverato in ospedale. La cittadinanza ha il diritto di essere informata ma è perseguibile penalmente violare il diritto alla privacy sulla salute delle persone".
Sara Minciaroni