I carabinieri di una pattuglia intervenuta per salvare il ragazzo
I carabinieri di una pattuglia intervenuta per salvare il ragazzo

Perugia, 15 agosto 2019 - In bilico sul cornicione di un palazzo in via della Viola. Vent’anni, troppo alcol e la voglia di lasciarsi cadere per cancellare quel carico di disagio che si portava appresso. E’ stata una notte infinita per due ragazzi, quasi coetanei, quella del 14 agosto. Che fortunatamente oggi si può raccontare con un lieto fine.

Da una parte il ventenne perugino che si era spenzolato fuori dalla finestra di un pub minacciando di lasciarsi andare, dall’altra il giovane carabiniere di pattuglia la scorsa notte. Faceva il turno 0-6 quando l’allarme è arrivato in caserma. Sono stati i gestori del locale a chiamare, preoccupati, spaventati dalle intenzioni di quel ragazzo. E la centrale ha subito inviato la gazzella della stazione di Ponte San Giovanni.

Così il carabiniere Emilio Gala, 23 anni appena, da poco in servizio, si è ritrovato davanti al compito più difficile dal giorno del suo arruolamento. Salvare una vita. Seduto accanto alla finestra, vicino al coetaneo. Per parlare. E basta. Come un vecchio amico. «Gli ho detto di stare tranquillo, di non mollare». Sogni, speranze, dolori. Un pezzo di vita prima annegato nell’alcol in una sera qualsiasi e poi guardata con la visuale sfuocata da 7 metri di altezza.

Nel frattempo è arrivata una squadra di vigili del fuoco. Sono passati da sotto, hanno montato la scala. Ma il ragazzo si è agitato. Come spesso accade in queste situazioni quando si ha paura persino di essere salvati. Ha chiuso la persiana che lo separava dai militari, si è fatto il segno della croce e si è sporto pericolosamente in avanti.

Lo scatto di Emilio, insieme al collega, l’appuntato scelto Alessandro Galassi, 51 anni, parecchi trascorsi con la divisa addosso, è stato immediato. L’hanno afferrato per la maglietta nell’attimo esatto in cui il coraggioso vigile del fuoco riusciva a bloccarlo, al volo. L’ha stretto forte a sè, mentre i colleghi lo aiutavano, per non lasciarlo andare.

«Ce l’abbiamo fatta», quasi confida Emilio agli altri soccorritori di una notte qualsiasi che vale la pena raccontare. Poi si ricomincia il turno, i controlli nelle strade, l’occhio attento alla sicurezza e una medaglia invisibile: aver salvato una vita.