Perugia, 3 luglio 2020 - E’ una delle decine di video delle conversazioni spiate dalla guardia di finanza nell’ambito dell’indagine sui presunti concorsi pilotati in sanità, prima che la fuga di notizie sull’inchiesta e la bonifica degli uffici degli ex direttori costringesse gli investigatori delle fiamme gialle a ’staccare’ la spina. Materiale depositato agli atti del 415 bis che coinvolge 45 tra politici, manager e dirigenti del Santa Maria della Misericordia e che sta per arrivare al capolinea della richiesta di rinvio a giudizio.

Parte di quelle intercettazioni – telefoniche e ambientali – sarà sottoposto a perizia da parte del tribunale nel corso del processo, in corso, contro l’ex sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, accusato di tre episodi di rivelazione di segreti d’ufficio. Quello che pubblichiamo è uno dei video che rappresentano – secondo la procura – le fonti di prova contro gli indagati.

Si tratta di un dialogo tra l’allora direttore generale Emilio Duca e l’allora direttore amministrativo Maurizio Valorosi captato negli uffici del Creo il 10 maggio del 2018 in cui i due manager si chiedono «con Luca (Barberini, ex assessore alla sanità, ndr) come facciamo con le domande?» e poi criticano il fatto che si è presentata una persona (non iscritta nel registro degli indagati, ndr) «a nome di Bocci e di Barberini». I due non sono convinti che sia realmente così e si lamentano perchè per quel concorso hanno 4 posti e 7 nomi.

Allora Valorosi propone: «Lo sai che faccio? Gli do la lista e gli dico tu... (e fa il gesto con entrambe le mani come per dire indicami). Duca risponde: «Sulla lista quali sono le sollecitazioni... Maurì io c’ho già sette nomi per quattro posti». Più avanti, nella conversazione Valorosi spiega: «Sai cosa mi disse una volta Bocci ’Se voglio qualcosa te lo dico io’. Non ascoltare st’altra gente che fa il nome mio».

Ma Duca, alla fine dell’audio chiarisce, avvallando la tesi della procura sui concorsi pilotati: «L’assessore e le altre persone hanno portato qui... ognuno porta la sua lista». E infatti, aggiunge: «Anche Bocci è a Roma, me lo ha detto lui, ora gli mando un messaggio e domani pomeriggio quando tornava su... gli porto le domande». Non tutte le persone citate nella conversazione sono risultate indagate.