"Con questo incontro la Chiesa umbra affronta un tema decisivo per il presente e per il futuro della nostra società. I giovani e il lavoro, infatti, sono due elementi cruciali che si riflettono non solo sull’economia ma anche sulla famiglia e l’educazione, sui diritti sociali e sulla robotica, sulla coesione sociale e sulla mobilità umana. Parlare del rapporto tra giovani e lavoro significa,...

"Con questo incontro la Chiesa umbra affronta un tema decisivo per il presente e per il futuro della nostra società. I giovani e il lavoro, infatti, sono due elementi cruciali che si riflettono non solo sull’economia ma anche sulla famiglia e l’educazione, sui diritti sociali e sulla robotica, sulla coesione sociale e sulla mobilità umana. Parlare del rapporto tra giovani e lavoro significa, in definitiva, parlare di una nuova questione sociale che è, al tempo stesso, una nuova questione antropologica". Lo ha detto il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, durante l’incontro “Giovani e lavoro: un cantiere aperto”, che si è svolto allo stabilimento Nestlé-Perugina.

Il cardinale si è soffermato anche sul fenomeno dell’emigrazione. "Tra i nuovi emigranti italiani del XXI secolo, moltissimi sono i giovani. Giovani che subito dopo la scuola superiore o dopo l’Università, lasciano il nostro Paese. Ne ho incontrati molti. Alcuni scelgono di partire come scelta di vita. Si sentono cittadini del mondo. Molti altri no". Bassetti ha parlato poi di una "nuova questione sociale, che si caratterizza per un potere pervasivo della tecnica e per uno sradicamento della persona, facendo passare nel silenzio una dimensione fondamentale del lavoro: la sua sacralità. Il lavoro è sacro, lo ha detto spesso Papa Francesco, perché attraverso di esso l’uomo si fa con-creatore del mondo". Obiettivo dell’incontro, al quale ha preso parte anche il professor Luca Ferrucci, "è quello di portare alla conoscenza comune che in Umbria – dice Francesca Di Maolo, coordinatrice della Commissione Ceu – esistono giovani lavoratori e imprenditori straordinari, che non si arrendono dinanzi alle difficoltà, che sono competenti, che hanno deciso di tornare in Umbria dopo esperienze professionali all’estero, che hanno voglia di mettersi in gioco". L’incontro si è concluso con la preghiera dinanzi all’icona di san Giuseppe lavoratore, presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo.