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19 giu 2022

Auto elettrica, mille posti di lavoro a rischio

Rampiconi (Fiom): "Interessata l’intera filiera locale del tubo". La Regione aprirà un tavolo tecnico sulla transizione energetica nel settore

19 giu 2022

TERNI

Mille posti di lavoro a rischio sul territorio nella transizione energetica dell’auto. In un’area che già conta conta oltre ventimila iscritti ai centri per l’impiego e un numero di disoccupati di fatto imprecisato, il passaggio all’auto elettrica rischia di rappresentare l’ennesima mazzata occupazionale. "Il 2035 in termini di politiche industriali è dietro l’angolo – commenta Alessandro Rampiconi, segretario provinciale della Fiom –; se consideriamo l’intera flilera del tubo l’impatto occupazionale può essere stimato in almeno mille lavoratori. Fin da ora vanno approfondite le nuove fliere industriali, a cominciare da quelle sui motori a idrogeno che non va riservata solamente agli autobus. Ripeto il 2035 è dietro l’angolo. vanno subito approntate misure alternative su motori a idrogeno ed energia, anch sfruttando le opportunità del Pnrr". E proprio la transizione energetica dell’auto è stato uno dei temi affrontati in occasione della visita dell’assessore regionale allo sviluppo, Michele Fioroni, e del direttore generale di Confindustria Umbria, Simone Cascioli, alla Koenig Metall Gt.

"A guidare gli ospiti nella visita allo stabilimento è stato Gino Sesto Timpani fondatore, socio e amministratore di Koenig Metall Gt - fa sapere Confindustria – , che ha sottoposto all’assessore e al direttor alcune delle questioni più preoccupanti rispetto agli scenari futuri. Il superamento del motore endotermico, previsto a partire dal 2035, allarma particolarmente le imprese che, come Koenig, operano nella filiera dell’automotive per le difficoltà produttive, logistiche, economiche e occupazionali conseguenti ad una scadenza troppo ravvicinata che non consente di ridurre al minimo l’impatto sulla nostra economia.

"Oltre che nella sede di Terni -ricorda Confindustria – , l’azienda opera in Portogallo e in Russia dove si trovano due stabilimenti che, per effetto del conflitto in atto, non sono attualmente produttivi ma, poiché devono rimanere aperti e con il personale in forza, continuano a rappresentare comunque un costo industriale. La visita, oltre a testimoniare la vicinanza alle imprese della regione in un momento particolarmente complesso, aveva l’obiettivo di focalizzare più chiaramente i problemi che le aziende quotidianamente vivono e calibrare meglio gli strumenti e le azioni di supporto al tessuto produttivo umbro. Al termine dell’incontro è stata concordata l’attivazione di un tavolo tecnico regionale che sarà coordinato dall’assessorato sui problemi della filiera dell’automotive legati alla transizione energetica dell’auto".

Ste.Cin.

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