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11 gen 2023
michele nucci
Cronaca
11 gen 2023

Assegno unico per 128mila figli. Ben 150 milioni alle famiglie umbre

Da marzo a novembre 2022 quasi 82mila i nuclei familiari che hanno percepito il contributo La media è di 143 euro al mese per ogni bambino. E nel 2023 gli importi possono aumentare

11 gen 2023
michele nucci
Cronaca
(DIRE) Bologna, 5 set. - Poche nascite? Non a Bologna, che viaggia in controtendenza. "Mentre nell'Unione Europea e in Italia la natalita' ha toccato il minimo storico e il tasso di natalita' del nostro Paese si conferma all'ultimo posto, a Bologna- segnala il Comune- continuano a nascere tanti bambini: nel 2018 si e' toccata quota 3.091, un numero che ci riporta a livello di fine anni '70". E' il dato che spicca dallo studio sulle tendenze della natalita' nel 2018 realizzato dall'ufficio Statistica di Palazzo D'Accursio.    Tra gli altri elementi, si consolidano "le scelte registrate nell'ultimo decennio: le madri sono soprattutto trentenni- si legge nella nota del Comune- quattro bambini su 10 sono figli di coppie non sposate, oltre tre neonati su 10 hanno un genitore di nazionalita' non italiana". I dati diffusi oggi "confermano che Bologna sta costruendo il proprio futuro non solo con investimenti, innovazione e ricerca- commenta l'assessore al Bilancio, Davide Conte- ma anche mettendo al centro le famiglie, le persone e i loro progetti di vita in modo anche originale rispetto al trend nazionale. Si tratta di un risultato reso possibile da un sistema di servizi, imprese e lavoro che si e' rafforzato". Passando al dettaglio dei numeri, nel 2018 sono nati in citta' 3.091 bambini e dal 2006 si continua a superare quota 3.000, con 7,9 nati ogni 1.000 residenti: un tasso di natalita' superiore sia a quello medio regionale (7,4) che a quello nazionale (7,3) ma inferiore alla media Ue (9,7). Il 39,2% dei bimbi e' nato fuori dal matrimonio, "un dato in linea- segnala l'amministrazione- con la tendenza a costituire stabili unioni non coniugali con figli: infatti quasi tutti i bimbi nati al di fuori del matrimonio sono stati riconosciuti da entrambi i genitori".  Allo stesso tempo, si diventa genitori sempre piu' tardi: nel 2018 le madri avevano mediamente 33,7 anni, tre in piu' rispetto al 1991, mentre il rinvio per i padri e' stato di quasi quattro anni arrivando a un'eta' media di 37,2. Le madri sono soprattutto trentenni: la scelta riproduttiva avviene tra i 30 e i 39 anni nel 63,7% dei casi. Un terzo delle madri ha tra i 30 e i 34 anni (32,8%), le donne che affrontano la maternita' tra i 35 e 39 anni sono passate dal 16,3% del 1991 al 30,9 % del 2018.     Quasi dimezzate le madri tra 25 e 29 anni, passate dal 30,9% nel 1991 al 15,9% nel 2018, mentre i nati da donne over 40 sono il 12,7% (il 2,8% nel 1991). E c'e' un boom dei parti gemellari: da 20 nel 1991 (0,9%) a 68 nel 2018 (2,2%). Su questo "ha sicuramente pesato l'innalzamento dell'eta' dei genitori e un piu' frequente ricorso alla fecondazione assistita", spiegano gli statistici di Palazzo D'Accursio. Lo studio, poi, mostra che nel 2018 sono nati 1.142 bambini con almeno un genitore straniero, un valore di sei volte e mezzo superiore al 1992. Fra questi sono 795 i bambini di nazionalita' straniera (25,7%) mentre sono 347 i figli di coppie miste che hanno pertanto cittadinanza italiana (11,2%). In sintesi oltre tre nati su 10 hanno almeno un genitore straniero (36,9%). Ma perche' la natalita' a Bologna tiene? Sono due i fattori principali, si legge nella nota: la propensione delle coppie ad avere figli e la struttura per eta' della popolazione. A parita' di fecondita', il livello delle nascite dipende dal numero di madri potenziali: "Le bambine e ragazze di oggi- scrive l'amministrazione- saranno le madri di domani, se sono poche genereranno comunque un numero limitato di figli". A Bologna la fecondita' si mantiene "a un livello relativamente discreto, ma la popolazione sta invecchiando e l'ingresso delle millennial- segnalano gli statistici- non riesce a controbilanciare l'uscita delle baby boomer". Le donne in eta' feconda sono molto diminuite: dalle oltre 102.000 del 1986 alle 82.756 del 2018 (-19%). "Tuttavia l'immigrazione straniera- continua la nota- ha rallentato la diminuzione delle donne in eta' feconda che a Bologna avevano raggiunto il minimo storico di 80.176 nel 2002". Considerando gli anni piu' recenti la popolazione femminile e' gradualmente risalita ai livelli di fine anni Novanta con 82.756 donne nel 2018. Cio' e' stato favorito dalle cittadine straniere in questa fascia d'eta', che sono quasi triplicate tra il 2002 e il 2018 e sfiorano le 18.800 unita' (il 22,7% delle donne tra i 15 e i 49 anni).     "Presupponendo che nel breve periodo non si verifichino importanti variazioni rispetto alle dinamiche migratorie e alla propensione alla fecondita', difficilmente ipotizzabili- pronostica il Comune- fino al 2026 il numero delle nascite dovrebbe continuare a posizionarsi su valori intorno alle 3.000". Dopo, pero', "l'inevitabile contrazione delle donne in eta' feconda determinera' una flessione del numero dei nati immediatamente sotto questa soglia". In conclusione, le prospettive a breve "sono abbastanza favorevoli soprattutto se paragonate a quelle nazionali; tuttavia- scrive il Comune- e' necessario che la propensione ad avere figli si mantenga elevata, in quanto la denatalita' si autoalimenta, producendo effetti anche nel lungo periodo, riducendo il bacino di potenziali genitori con conseguente calo delle nascite e progressivo invecchiamento della popolazione".   (Pam/ Dire) 13:12 05-09-1
Famiglie, bonus famiglia: foto generica (Dire)
(DIRE) Bologna, 5 set. - Poche nascite? Non a Bologna, che viaggia in controtendenza. "Mentre nell'Unione Europea e in Italia la natalita' ha toccato il minimo storico e il tasso di natalita' del nostro Paese si conferma all'ultimo posto, a Bologna- segnala il Comune- continuano a nascere tanti bambini: nel 2018 si e' toccata quota 3.091, un numero che ci riporta a livello di fine anni '70". E' il dato che spicca dallo studio sulle tendenze della natalita' nel 2018 realizzato dall'ufficio Statistica di Palazzo D'Accursio.    Tra gli altri elementi, si consolidano "le scelte registrate nell'ultimo decennio: le madri sono soprattutto trentenni- si legge nella nota del Comune- quattro bambini su 10 sono figli di coppie non sposate, oltre tre neonati su 10 hanno un genitore di nazionalita' non italiana". I dati diffusi oggi "confermano che Bologna sta costruendo il proprio futuro non solo con investimenti, innovazione e ricerca- commenta l'assessore al Bilancio, Davide Conte- ma anche mettendo al centro le famiglie, le persone e i loro progetti di vita in modo anche originale rispetto al trend nazionale. Si tratta di un risultato reso possibile da un sistema di servizi, imprese e lavoro che si e' rafforzato". Passando al dettaglio dei numeri, nel 2018 sono nati in citta' 3.091 bambini e dal 2006 si continua a superare quota 3.000, con 7,9 nati ogni 1.000 residenti: un tasso di natalita' superiore sia a quello medio regionale (7,4) che a quello nazionale (7,3) ma inferiore alla media Ue (9,7). Il 39,2% dei bimbi e' nato fuori dal matrimonio, "un dato in linea- segnala l'amministrazione- con la tendenza a costituire stabili unioni non coniugali con figli: infatti quasi tutti i bimbi nati al di fuori del matrimonio sono stati riconosciuti da entrambi i genitori".  Allo stesso tempo, si diventa genitori sempre piu' tardi: nel 2018 le madri avevano mediamente 33,7 anni, tre in piu' rispetto al 1991, mentre il rinvio per i padri e' stato di quasi quattro anni arrivando a un'eta' media di 37,2. Le madri sono soprattutto trentenni: la scelta riproduttiva avviene tra i 30 e i 39 anni nel 63,7% dei casi. Un terzo delle madri ha tra i 30 e i 34 anni (32,8%), le donne che affrontano la maternita' tra i 35 e 39 anni sono passate dal 16,3% del 1991 al 30,9 % del 2018.     Quasi dimezzate le madri tra 25 e 29 anni, passate dal 30,9% nel 1991 al 15,9% nel 2018, mentre i nati da donne over 40 sono il 12,7% (il 2,8% nel 1991). E c'e' un boom dei parti gemellari: da 20 nel 1991 (0,9%) a 68 nel 2018 (2,2%). Su questo "ha sicuramente pesato l'innalzamento dell'eta' dei genitori e un piu' frequente ricorso alla fecondazione assistita", spiegano gli statistici di Palazzo D'Accursio. Lo studio, poi, mostra che nel 2018 sono nati 1.142 bambini con almeno un genitore straniero, un valore di sei volte e mezzo superiore al 1992. Fra questi sono 795 i bambini di nazionalita' straniera (25,7%) mentre sono 347 i figli di coppie miste che hanno pertanto cittadinanza italiana (11,2%). In sintesi oltre tre nati su 10 hanno almeno un genitore straniero (36,9%). Ma perche' la natalita' a Bologna tiene? Sono due i fattori principali, si legge nella nota: la propensione delle coppie ad avere figli e la struttura per eta' della popolazione. A parita' di fecondita', il livello delle nascite dipende dal numero di madri potenziali: "Le bambine e ragazze di oggi- scrive l'amministrazione- saranno le madri di domani, se sono poche genereranno comunque un numero limitato di figli". A Bologna la fecondita' si mantiene "a un livello relativamente discreto, ma la popolazione sta invecchiando e l'ingresso delle millennial- segnalano gli statistici- non riesce a controbilanciare l'uscita delle baby boomer". Le donne in eta' feconda sono molto diminuite: dalle oltre 102.000 del 1986 alle 82.756 del 2018 (-19%). "Tuttavia l'immigrazione straniera- continua la nota- ha rallentato la diminuzione delle donne in eta' feconda che a Bologna avevano raggiunto il minimo storico di 80.176 nel 2002". Considerando gli anni piu' recenti la popolazione femminile e' gradualmente risalita ai livelli di fine anni Novanta con 82.756 donne nel 2018. Cio' e' stato favorito dalle cittadine straniere in questa fascia d'eta', che sono quasi triplicate tra il 2002 e il 2018 e sfiorano le 18.800 unita' (il 22,7% delle donne tra i 15 e i 49 anni).     "Presupponendo che nel breve periodo non si verifichino importanti variazioni rispetto alle dinamiche migratorie e alla propensione alla fecondita', difficilmente ipotizzabili- pronostica il Comune- fino al 2026 il numero delle nascite dovrebbe continuare a posizionarsi su valori intorno alle 3.000". Dopo, pero', "l'inevitabile contrazione delle donne in eta' feconda determinera' una flessione del numero dei nati immediatamente sotto questa soglia". In conclusione, le prospettive a breve "sono abbastanza favorevoli soprattutto se paragonate a quelle nazionali; tuttavia- scrive il Comune- e' necessario che la propensione ad avere figli si mantenga elevata, in quanto la denatalita' si autoalimenta, producendo effetti anche nel lungo periodo, riducendo il bacino di potenziali genitori con conseguente calo delle nascite e progressivo invecchiamento della popolazione".   (Pam/ Dire) 13:12 05-09-1
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