La direttrice de La Nazione, Agnese Pini, con Alan Friedman (foto Crocchioni)
La direttrice de La Nazione, Agnese Pini, con Alan Friedman (foto Crocchioni)

Assisi, 21 settembre 2019 -  "Il rilancio dell’Italia passa attraverso tre cose che il nuovo Governo deve fare: disinnescare la ‘bomba’ dell’aumento dell’Iva, tagliare il cuneo fiscale, creare investimenti pubblici per infrastrutture così da garantire anche posti di lavoro: questa è la mia speranza".

E' la ‘ricetta’ indicata dall’economista Alan Friedman che questa mattina è stato intervistato da Agnese Pini, direttrice de La Nazione, nel corso dell’appuntamento, nel Salone Papale del Sacro Convento, del «Cortile di Francesco» dal titolo «La futura economia italiana». La situazione dell’Italia non è stata solamente analizzata sul piano economico, ma anche da quello politico, con inevitabili riferimenti a quanto accade in Europa e nel mondo, a cominciare dagli Usa, Paese natale di Friedman.

E’stata la direttrice Pini, all’inizio, a chiedere il giudizio dell’economista e giornalista americano, su quello che è accaduto in Italia negli ultimi mesi e in queste settimane nella quali si è passati dal Papeete ad Assisi, dal governo gialloverde a quello giallorosso. «Assisi, dove sono felice di essere oggi, è il simbolo di quella quiete, del ritorno alla normalità; a un’Italia civile e buona che prende il posto di un’Italia incattivita, sovranista, antieuro, antigay, antiminoranze. Provo disagio per i miei amici italiani per quello che è accaduto in questi 14 mesi, la volgarità che si è registrata e anche l’abuso dei simboli religiosi da parte di Salvini. Ma provo disagio anche nel vedere un nuovo governo tra ‘nemici’, un Paese spaccato a metà, la scissione di Renzi che mi ricorda nel modo di agire politicamente Bettino Craxi».

La Direttrice della Nazione ha incalzato Friedman anche su altri temi ‘caldi’, come quello dell’immigrazione e della diseguaglianza sociale. "L’immigrazione non disturba, ma, se ben gestita, aiuta l’economia, in un Paese come l’Italia dove non si fanno figli. L’invasione non c’è, la bloccata il ministro Minniti – ha spiegato il giornalista americano -. Il reddito di cittadinanza è un pasticcio, va cambiato: con il reddito di inclusione di Gentiloni migliorato".

E ‘quota 100’, ha chiesto ancora Pini? «Un politico che promette che mandando in pensione persone a 62 anni crea posti di lavori lancia un messaggio falso, verificabile con altre esperienze a livello mondiale» ha tagliato corto Alan Friedman. Fulminanti poi altri passaggi dell'economista, che che ne ha avuto per tutti: "Conte? Un avvocato di provincia diventato il notaio di Di Maio e Salvini. Berlusconi? Paragonato al leader leghista sembra uno statista, un gentiluomo, intellettuale perbene. Matteo Salvini? In 18 mesi ha fatto più di quanto aveva fatto Berlusconi nel rendere molto più volgare il mondo della politica. Matteo Renzi? Circola una battuta su di lui: ha lasciato il Pd ma è rimasto in Forza Italia. E infatti punta a prenderne l'elettorato, almeno la metà".

Sferzante e durissimo su Trump, benevolo sulla Merkel che spenderà 100 miliardi per l’Ambiente, Friedman definisce Macron politicamente ‘diabolico’. La direttrice Pini ha poi chiesto a Friedman di compilare la pagella di politici italiani e internazionali, valutandoli per la loro bravura. «Matteo Renzi 9,5, Matteo Salvini 8, Giuseppe Conte 4, Sergio Mattarella 10, Massimo D’Alema 2, Silvio Berlusconi 6,5, Maria Elena Boschi 3, Teresa Bellanova 8, Mario Draghi 10, l’uomo che ha salvato l’Italia e l’Europa, bravissimo. Christine Lagarde 7, Emmanuel Macron 7, Angela Merkel 7, Vladimir Putin, 9,5. Donald Trump? 9, ma solo perché si è fatto eleggere presidente degli Stati Uniti nonostante tutta la sua storia e i suoi difetti personali».

A conclusione Pini ha chiesto all’economista Usa, alla luce dell’attuale situazione del Bel Paese, se ha fiducia nell’Italia. "Il mio più recente libro è dedicato agli italiani che non credono nell’odio e nella paura, ma credono nell’Italia che lavora sodo, che produce, che è tollerante, l’Italia della brava gente, l’Italia che vedo nei miei sogni. Ho fiducia nei piccoli imprenditori italiani che da sessant’anni tirano avanti l’economia nonostante i Governi, nonostante i politici…". 

Maurizio Baglioni