LUCA FIORUCCI
Cronaca

Annullata la condanna per calunnia. Accolto il ricorso di Amanda Knox. Ma ora ci sarà un nuovo processo

La ragazza americana aveva chiamato in causa Patrick Lumumba nell’omicidio di Meridith Kercher. Il giovane, poi, risultò completamente estraneo ai fatti. "Vennero violati i miei diritti di difesa".

Annullata la condanna per calunnia. Accolto il ricorso di Amanda Knox. Ma ora ci sarà un nuovo processo

Annullata la condanna per calunnia. Accolto il ricorso di Amanda Knox. Ma ora ci sarà un nuovo processo

L’omicido di Meredith Kercher torna in tribunale. O meglio, in tribunale torna una delle protagoniste, suo malgrado: Amanda Knox, prima condannata e, infine, dopo dieci anni di udienze e sentenze, assolta definitivamente per il delitto, insieme a Raffaele Sollecito. La Knox era stata condannata per la calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, da lei accusato dell’omicidio, per il quale è risultato del tutto estraneo. La Corte di Cassazione ha annullato quella sentenza di condanna, accogliendo il ricorso dell’americana e disponendo un nuovo processo di fronte alla Corte d’Assise d’appello di Firenze. Knox, tramite i suoi legali, aveva presentato ricorso forte della sentenza della Corte europea che aveva condannato l’Italia per aver violato i suoi diritti di difesa in un confronto in questura, diventato ormai famoso, nel corso del quale Amanda accusò appunto Lumumba, riconoscendo che la giovane donna era stata privata dell’assistenza di un avvocato e di un interprete. Nel corso di quel confronto Amanda passò da persona informata dei fatti a indagata.

"All’epoca di questi tragici eventi, Patrick Lumumba era mio amico. Siamo entrambi vittime della violazione dei miei diritti umani durante il mio interrogatorio, durante il quale sono rimasta impotente contro la pressione coercitiva della polizia", ha dichiarato Amanda Knox all’Ansa. "L’esito di quell’interrogatorio ha fatto deragliare le indagini sull’omicidio di Meredith e ha condotto all’ingiusta detenzione di tre persone innocenti" ha aggiunto. "Patrick Lumumba – ha proseguito Knox – ha subìto dieci giorni di ingiusta reclusione, e io e Raffaele quasi quattro anni. Un giorno in prigione da innocente è un giorno di troppo". La Corte di Cassazione, ha ricordato ancora Amanda, il 27 marzo 2015, l’ha assolta insieme a Sollecito, "una decisione senza precedenti da parte della Corte che ci ha scagionati sulla base di elementi fattuali di innocenza, riconoscendo errori sorprendenti e colpevoli omissioni da parte degli inquirenti", ma ha confermato la condanna per calunnia, condanna che Amanda di fatto aveva già scontato. "Ora, sedici anni dopo, la Corte di Cassazione, attraverso un nuovo strumento giurisdizionale previsto da una recente riforma (la Cartabia, ndr), ha recepito quanto statuito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Mi sta dando ora l’opportunità di ottenere la mia piena assoluzione anche da questa ingiusta accusa di calunnia". Amanda vuole andare fino in fondo: "Non sono più una condannata. E combatterò con i miei avvocati per dimostrare la mia innocenza una volta per tutte"

"Con questa decisione l’Italia si adegua al diritto europeo. Si internazionalizza dando esecuzione a una decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo": l’avvocato Carlo Dalla Vedova, legale storico di Amanda Knox commenta così la decisione della Cassazione. L’altro legale di Knox, l’avvocato Luca Luparia Donati, ha sottolineato che "la condanna per calunnia è stata annullata e quindi non esiste". "Ora – ha aggiunto – bisognerà vedere la motivazione della Cassazione per capire cosa abbia detto nel merito del ricorso".