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Perugia, sul set de 'Il nome della rosa'

Incontro con le 150 comparse umbre della fiction con Turturro e Everett

di SOFIA COLETTI
Ultimo aggiornamento il 21 aprile 2018 alle 12:44
Il casting a Perugia

Perugia, 21 aprile 2018 - Perugia si risveglia sotto i riflettori della settima arte. La super fiction ‘In nome della rosa’ ha mosso venerdì i primi passi ufficiali in città con la convocazione delle 150 comparse perugine e umbre che parteciperanno alle tre giornate di riprese nel Cuore Verde. Il 7 maggio in piazza a Bevagna, poi a Perugia: martedì 8 in piazza IV Novembre dove verrà allestito il grande e spettacolare rogo dell’Inquisizione, mercoledì 9 alla Rocca Paolina con la ricostruzione di un mercato medievale e dei sotterranei di Firenze. In termini tecnici quello di ieri è stato il ‘call-back’ delle comparse. Una sorta di appello, scaglionato in tre momenti alla sala della Vaccara, delle 150 persone selezionate tra le 1600 domande arrivate con il casting lanciato su Internet. 

Una scelta difficilissima, raccontano Alessandro Loffredi, responsabile ‘extras casting’ e Marco Della Torre, assistente alla regia e responsabile degli extras della produzione. «Siamo partiti da 1600 mail ricevute – ricordano –, erano tutte facce meravigliose, perfette». Da lì si è arrivati a una scrematura di 550 con ulteriore selezione dei 150 figuranti che gireranno in Umbria. Nelle riprese di Perugia affiancheranno, nelle scene di massa, John Turturro, nel ruolo di Guglielmo di Baskerville reso celebre al cinema da Sean Connery e Rupert Everett, l’Inquisitore. Ci sarà anche una terza location umbra, gli interni dell’Abbazia di Montelabate dove si girerà dal 2 al 5 maggio, con comparse che arriveranno però da Roma.

Aalla Sala della Vaccara l’atmosfera è densa di emozione e allegria. I 150 figuranti – 90 uomini, 60 donne – sono rigorosamente umbri, soprattutto di Perugia. Studenti, professionisti in libera uscita, pensionati ma anche attori come Serenella Proietti e Gianluca Iadecola. Tra i selezionati c’è anche Leonardo Cenci, vulcanico come sempre. Nell'incontro diretto devono confermare la validità della scelta on-line. Fanno una foto, lasciano le generalità, compresa taglia e altezza, ricevono indicazioni per la prova costume (i primi giorni di maggio) e per le riprese. Ma quali sono i criteri della selezione? «Il look è stato decisivo – raccontano Loffredi e Della Torre –, abbiamo scelto nasi aquilini, capelli rossi e volti vissuti che richiamano l’iconografia del Trecento. Vietati piercing e tatuaggi, sì a barbe importanti, capelli lunghi o calvizie». Le comparse interpreteranno popolani dai lineamenti segnati, nobili con tratti gentili, soldati e monaci.

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