FIRENZE, 30 maggio 2012 - «IN TOSCANA ce la siamo cavata con un grande spavento e qualche fuga all’aperto. Ma da oggi dovremo incrementare l’attività di prevezione e riduzione del rischio sismico: soprattutto nei 90 comuni della zona rossa, quella sotto l’Appennino, la più esposta».
L’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini è in prima linea anche sul fronte dei terremoti. Ieri ha seguito minuto per minuto le segnalazioni delle scosse da ogni parte della Toscana. Massa, la Val Tiberina, il Casentino, la Val Tiberina, la Garfagnana e il Mugello l’hanno tenuta col fiato sospeso per quasi tutta la giornata. Ma anche Firenze ha richiamato l’attenzione con l’evacuazione di qualche scuola.
Assessore Bramerini, i dati ufficiali del monitoraggio sul pericolo sismico, in Toscana, sono fermi al 2010: perché si alza la guardia solo quando scatta l’allarme?
«E’ vero che i nostri interventi sono concentrati su 1.454 edifici pubblici (scuole, municipi, ospedali, uffici degli enti locali, auditorium) rilevati due anni fa, ma è altrettanto vero che siamo andati avanti: a ieri i rilievi sono stati estesi a 2.700 edifici. Purtroppo...».
Purtroppo?
«Mancano i soldi per intervenire, per fare i lavori. Finora abbiamo impegnato 142 milioni di euro per adeguare alle norme antisismiche il patrimonio edilizio pubblico».
Quanto serve per coprire tutte le necessità?
«Se ci limitiamo ai 1.454 edifici già censiti, servirebbero almeno 440 milioni».
Dove sono gli edifici che vi preoccupano ogni volta che la terra trema?
«La mappa dei 1.454 edifici pubblici cerchiati in rosso è questa: 212 nel Mugello; 424 in Casentino-Valdichiana-Valtiberina; 258 in Garfagnana; 207 in Lunigiana; 246 sull’Appennino Pistoiese; 107 sull’Amiata».
Su quanti edifici sono stati avviati i lavori?
«Avviati, e in parte già completati, su quasi un migliaio di casi, esattamente 956. Ma posso dare il dettaglio: 506 sono stati messi in sicurezza e 450 sono stati al centro di verifiche sismiche oppure solo di indagini conoscitive sui terreni e sulla qualità dei materiali di costruzione».
E gli altri 498?
«Eccoci al dunque: sono da esaminare totalmente. In sostanza abbiamo bisogno di risorse finanziarie per proseguire l’attività di verifica e di progettazione».
Per agire non conviene aspettare il prossimo terremoto...
«Certamente no. La Regione deve fare i conti, in questo momento di robusti tagli governativi, con tante emergenze, ma è chiaro che fin dalla prossima seduta di giunta chiederò al presidente Rossi qualche sacrificio di bilancio per intervenire almeno nelle situazioni più critiche».
Ha paura?
«Come tutti. Per questo voglio puntare sulla prevenzione».

Sandro Bennucci
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