Pistoia, 24 settembre 2018 - Le notizie che non vorresti mai apprendere. Gianna, Bruna e Clelia non la dimenticheranno mai. Così come Roberta e tanti altri che hanno avuto il privilegio di conoscerla. La pallavolo femminile pistoiese è in lutto per la prematura scomparsa, dopo una lunga, terribile malattia, di Lucia Evangelisti, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Castelnuovo di Garfagnana, moglie e madre di un bimbo di 6 anni, ex pallavolista, anche del San Marcello Pistoiese.

Originaria di Borgo a Mozzano, insegnante laureata in Biologia, Lucia aveva dato vita, assieme alle pistoiesi di città Gianna Mosi, Bruna Andreola, Clelia Baldi e Roberta Grandi, alla favola-San Marcello, dalla serie C regionale alla B/1 nazionale in appena 2 stagioni (2 campionati vinti), con tanto di salvezza al termine della terza annata. Era il San Marcello del presidente Mario Capobianco e dell’allenatore Giancarlo Cecchini, ma pure quello del vice coach Alessandro Nelli e della massaggiatrice Elisabetta Bargellini: uno splendido gruppo (e non è una frase fatta).

“Dal 1996 al 1999 abbiamo vissuto una storia bellissima, intensa, vincendo e divertendoci – ricorda Gianna Mosi, la ‘Giannina dei miracoli’ di valliniana memoria (raggiunse la serie A/2 con Pistoia, ndr), allora palleggiatrice –. Lucia, un po’ più grandicella di noi, arrivò assieme ad altre due atlete lucchesi, Silvia Mugnaini e Patrizia Giusti. Banda, intelligente e schiva, tranquilla e pacata, riuscì a inserirsi bene nello spogliatoio. Non era una ragazza che si apriva subito, ma una volta entrata in sintonia con l’ambiente, mostrò tutta la simpatia che la contraddistingueva. Sapeva fare gruppo. Si legò moltissimo a noi pistoiesi, s’innamorò pallavolisticamente del capo coach Cecchini, che per lei era il ‘Messia’, la luce, quello che tutto sapeva e che indicava la via. Il suo addio ci ha lasciato di stucco: stava vincendo il male e all’improvviso la notizia che non avremmo mai voluto apprendere”.

“Era una grande donna, mamma moglie e giocatrice, un’amica, anzi una sorella – aggiunge, addolorata, Bruna Andreola, possente e valente ‘zona quattro’ di allora –. Con lei abbiamo trascorso momenti bellissimi a San Marcello, con la sua allegria ci ha aiutato nei momenti brutti, soprattutto me, quando mio babbo è morto. Era dolcissima. Ci mancherà tanto”. Mancherà a tutti il suo sorriso: anche a Roberta e alla centrale Clelia. Mancherà la sua umanità, in un periodo storico che d’umanità è carente.

Gianluca Barni