Alexsandr Skrjabin nella locandina del progetto
Alexsandr Skrjabin nella locandina del progetto

Roma, 22 maggio 2019 - Aleksandr Skrjabin, compositore russo vissuto a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, era un sostenitore acceso della fusione delle arti. Seguendo i principi di corrispondenza tra suono e colore proposti dallo stesso Skriabin insieme alla sua idea dell'opera d'arte totale, la Roma Tre Orchestra ha curato una serata chiamata Dario intimo dedicata all'autore una serata per unire tre forme d'arte: il suono, il colore e la danza. L'appuntamento al Teatro Palladium vedeva sul palco il pianista David Simonacci e il danzatore Gianluca Ferri: il coordinamento e la voce fuori campo erano di Manuela Cherubini mentre le luci erano affidate a Camila Chiozza. La maggiore attenzione era rivolta alla parte musicale: ai preludi e agli studi interpretati da Simonacci che hanno mostrato un compositore di grande livello, spesso non eseguito come meriterebbe. La sua ricchezza melodico-armonica è stata interpretata nel gesto da Ferri in due modi: il primo ha visto una fisicità essenziale, legata alla psicologia e alle riflessioni delle pagine di Skrjabin stesso, con gesti che tendevano a toccare il corpo come per sentire che lo stesso fosse presente e collegato al pensiero.

L'altro invece ha visto Ferri seguire in modo più rispondente e con maggiorre plasticità il flusso di suoni che provenivano dal pianoforte, prassi utilizzata nella parte centrale dello spettacolo. Per quanto riguarda i testi a parer nostro sarebbe stato più funzionale la presenza di Manuela Cherubini sul palco, in modo da riempire la scena con un terzo elemento dando poi alle luci la possibilità di giocare su più piani e magari con più colori, la parte meno evidente del progetto. Uno spettacolo comunque ben pensato che forse potrebbe essere sviluppato ulteriormente per non rimanere confinato in una serata.