Bugo c'è
Bugo c'è

Firenze, 7 marzo 2021 - Ma diciamocelo fino in fondo: se un Festival tradizionale della Canzone italiana deve portare sul palco oltre alle note questioni fondamentali come violenza sulle donne e parità di genere, disabilità, pandemia e crisi del mondo dello spettacolo, vuol dire che qualcosa non va.

E ormai non è la prima volta, già da qualche edizione il copione è appunto un mix tra canzoni e impegno, impegno e canzoni. Come a voler dire: il popolo beota può essere educato solo in grandi manifestazioni di massa, con messaggi chiari e semplici. Della serie: li prendiamo tutti in una volta sola, meglio di così. E così Sanremo ha fatto il quinto miracolo.

Dopo Loredana B. vice di Zinga, i palloni gonfiati dignitosi, la disabilità in primo piano (meglio se prima di mezzanotte), i fiori paritari, ecco i grandi temi per il popolino ignorante. 

Ridateci un festival della canzone italiana in un Paese normale che non ha bisogno di megafoni dall'Ariston. Sarebbe un bel successo per tutti. Appuntamento al 2022. Ci contiamo, c'est la vie.