Ibrahimovic e Amadeus
Ibrahimovic e Amadeus

Sanremo, 2 marzo 2021 - Riscaldamento (conferenza stampa): 8,5. Il risveglio muscolare, nonostante lo stiramento palesato domenica nell'arena olimpica della capitale, è bestiale. Come la giacca grigia a quadrettini. Codino perfetto e sguardo sornione. Corricchia, smette il sopra della tuta e poi inizia gli scatti sul lato lungo del campo. "Amadeus voleva altri record, ha chiamato me". "Lukaku, niente di personale. Se viene qui nessun problema". Allunga il passo e si rivolge ai compari di palco interisti. "Mi dicono di essere in vetta, ma dov'erano fino a qualche tempo fa?". Punzecchia Berlusconi ("mi vuole bene, ma mi ha mandato a Parigi senza il mio permesso"), poi chiarisce che non è venuto per i soldi. Infatti. Zlatan è un esempio e conferma "Voglio esserlo, si sbaglia, ma si impara". Una filosofia, da 10, che nasce sul rettangolo verde...  

Primo tempo (dopo c'è Aiello): 7. Musiche zigane (ma come si scrive? tzigane o zigane, qualcuno glielo chieda visto che uno stacchetto così lo ha voluto Zlatan) e in vetta alla scalinata appare Ibra. Entrata sul banale: 6 a voler essere magnanimi 6,5. Al Meazza lo svedese sale per raggiungere il palco, qui scende, ma son dettagli... Lo sguardo è fiero, il papillon affusolato, la camicia bianca fuori dai pantaloni. Incede come sul finale di primo tempo nell'andata del derby di Coppa Italia, minaccioso. Ma stavolta la macumba della mamma di Romelu non c'entra. C'è un 'Ama' remissivo ad attenderlo. "Su questo palco mi sento piccolo, ma sono sempre più grande di te". Spacca un Ibra così? Boh, sembra più contenuto da una marcatura a uomo stretta stretta del conduttore. Che poi molla la presa e passa alla zona. "Vuoi essere tu il direttore, accomodati". Ibra sbraccia ma non commette fallo e detta le sue regole: 22 cantanti, un palcoscenico con le misure di San Siro. Divertente il giusto. Poi comincia a sistemare Sanremo e allora ecco il vero Zatlan. Spaccone. "Via i violini, no ferma. Le ragazze no. Quelle restano". Poi si piazza dietro Amadeus e lo incalza. "Fatti più grosso, alza il tono di voce". Ama ci sta e il campione rossonero fa bella figura immobile, in primo piano anche quando è in disparte. Come fa in area di rigore. Pronto alla zampata da kung fu.

Intervallo: (esce prima di Gazzè): 8. Ibra fa la sua figura in versione buttafuori. Mani intrecciate sul davanti. Immobile. In Svezia avranno mai studiato Leonardo Da Vinci? Zlatan è convinto di averlo già visto da qualche parte quel Max (che non è allegri) col barbone da scienziato. Ma è in dubbio e sta fermo immobile. Altro che tè caldo. Parla Matilda e lui la invita ad alzare la voce. Lei sembra molto meno spaventata di Amadeus. Lui, lì. Come una colonna a sorreggere gli ascolti dell'Ariston. Gazzè canta. Ibra svanisce.   

Secondo tempo (dopo c'è Madame): 7. C'è anche Fiore. Ama si presenta con sgabello in plexiglass. Sale su per raggiungere il campione rossonero in altezza. Che intanto ha cambiato look. Ora è in total black, doppio petto, papillon e orchidea nell'occhiello della giacca. Prende fiducia nel suo ruolo, torna a centrocampo a recuperare palla e si propone. Il derby con i funambolici cugini nerazzurri si colora di sorrisi e Ibra sembra essere divertito. E' una fase di stanca, ma il tempo stringe e Ibra accenna un sorriso. Poi torna lapidario e annuncia: "Madame".

Terzo tempo (è giunta mezzanotte... dopo c'è Ghemon): 8. Ibra scende nuovamente sul palco, ma stavolta è sorridente. E' soddisfatto e lo comunica al compare. "E' andato tutto bene, sono stato il migliore di tutti i tempi". Poi tranquillizza Amadeus. "Fino a quando c'è Zlatan tu stai sereno, domani però...". Torna serio. Molto serio. Amadeus però si smarca come Leao e sulla fascia mette al centro l'assist. "Ci sono ancora quattro cantanti in gara, aiutami a presentarli". Ma Ibra non ci sta. Sono troppi ed è troppo tardi. Decide Ibra e Ibra dice: "Basta cantare, vendi questi ultimi all'Inter oppure alla De Filippi". Il campione rossonero insacca. Ma poi, sollecitato dal conduttore, interroga se stesso per scendere al compromesso. Come Mork chiamava Ork, Zlatan chiama Zlatan. L'alterIbra dice ok, può presentare il prossimo cantante. Ecco a voi "Ghemon". Buona la prima. 2021, perché Zanremo è Zanremo!