Sanremo, 3 marzo 2021 - Ventitré anni, napoletana, autrice delle sue canzoni, Greta Zuccoli ha avuto un percorso insolito e ricco di collaborazioni importanti che l’hanno portata in breve tempo a essere considerata una delle migliori voci italiane della sua generazione. Con lei l'appuntamento al Teatro Ariston per il Festival di Sanremo è la sera di mercoledì 3, quando all'interno della categoria nuove proposte proporrà il brano Ogni cosa sa di te.

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Nella sua biografia musicale c'è stato un incontro importante, quello con Damien Rice. Come è stato lavorare con lui?

Una grande esperienza non solo musicale, ma anche dal punto da vista umano, perché è un artista che in qualche modo riesce a tirare fuori una natura sincera nella scrittura e nel modo di stare sul palco, rispecchiando in modo autentico se stesso. E' stato un incontro fondamentale perché mi ha aperto una finestra sul mondo della musica e del lavoro al suo interno. Quando l'ho incontrato avevo 19 anni: avevo le idee abbastanza chiare, ma non come adesso. Quindi queste esperienze in tour fatte insieme con lui all'estero, oltre al contatto con musicisti di differenti paesi, con la voglia di scambiare e condividere, mi sono rimaste dentro ed ora è il mio modo di vivere la musica. All'estero c'è la consuetudine dei collettivi musicali e degli scambi di esperienze: questa è l'impronta che mi ha lasciato.

Siamo a Sanremo e nei mesi passati ha lavorato con il vincitore dello scorso anno. Ha carpito qualche segreto da Diodato, che è anche il produttore artistico del brano?

E' un artista molto speciale, perchè riesce ad avere un approccio veritiero con la musica (e qui trovo anche dei punti in comune con Rice). Questa cosa mi ha sempre molto colpito: ho fatto il tour con lui l'estate scorsa e ho avuto modo di conoscerlo e di condividere tante cose, in un periodo molto importante per lui. Inevitabilmente affiancarlo per molti giorni mi ha lasciato tanto e i segreti che ho carpito riguardano non solo la presenza scenica, ma anche le sfumature della voce che è anche il mio strumento. La meraviglia di rendersi conto dei colori, dei suoni, delle parole: sono cose che ho assimilato nel mio modo di porgere le canzoni. Specialmente ora che sto scrivendo in italiano, mi ha consentito di mettere a fuoco qualcosa di me stessa. 

La canzone è scritta da lei, quali sonorità cerca per i suoi brani?

Principalmente prendo spunto da quelle del cantautorato classico e quelle del trip hop britannico. Ho cercato di amalgamarle, e anche da questo punto di vista il lavoro fatto con Diodato e Tommaso Colliva tende a esprimere al meglio quello che sono le mie influenze (che tra l'altro condivido con loro).

A quando un album a lunga durata?

Ci sto lavorando, scrivendo nuova musica. Probabilmente in questi mesi vediamo in quale modalità realzzarla. Sono molto emozionata dall'idea di portare il mio pubblico in questo nuovo percorso in italiano, una tappa importante per me