Stefano Bollani nel concerto per il Meyer
Stefano Bollani nel concerto per il Meyer

Firenze, 2 maggio 2019 - Quasi 1600 spettatori, 40 mila euro di incasso da donare al Meyer, entusiasmo, risate e lacrime di commozione: il concerto di Stefano Bollani al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino organizzato dal Distretto Lions 108 LA insieme alla Fondazione Meyer è stato un grande successo, ricco di sorprese.
La finalità era di particolare rilevanza: l’acquisto di apparecchiature e materiali per il nuovo laboratorio per la preparazione dei farmaci antitumorali all’interno dell’ospedale pediatrico di Firenze.

Il maestro Bollani ha portato sul palcoscenico il suo “Piano Solo”, omaggio all’arte dell’improvvisazione, senza una scaletta, senza programma di sala, ma nel quale ha inserito – a sorpresa anche per l’organizzazione – degli ospiti eccezionali. A partire dalla figlia: Frida ha suonato e cantato in maniera emozionante, da sola e poi affiancata dal padre dal quale ha ereditato chiaramente sia il talento che la capacità di commuovere e divertire allo stesso tempo.
La giovane Frida ha lasciato poi il posto alla ‘zia’, Manuela Bollani, attrice e cantante brillante che, accompagnata dal pianoforte del fratello Stefano, ha interpretato un suo brano coinvolgendo il pubblico in risate e momenti di grande ilarità.
Altro ospite inatteso sul palco è stato Massimo Altomare, che ha ricordato sul palco del Maggio i 20 anni dall’uscita del disco che nel 1998 realizzò con Stefano Bollani su testi del poemetto di Fosco Maraini “Gnòsi delle Fànfole”.
Poi è stata la volta di Irene Grandi, legata al pianista da una bella amicizia e da alcune collaborazioni rilevanti. Anche la cantante fiorentina si è fatta trascinare nella giostra di emozioni col pubblico interpretando, tra gli altri brani, anche una versione del tutto originale di “Viva la pappa col pomodoro”.

Lo spettacolo di Bollani è stato un viaggio tra i suoni e ritmi, con molti riferimenti alla musica toscana e ai suoi grandi nomi. Il maestro ha reso omaggio – sempre con la sua ironia - a Spadaro e Marasco, ma anche a Susy Bellucci e ha proposto i brani americani tradotti in vernacolo fiorentino dal cantautore immaginario Duccio Vernacoli (da “I will survive” tradotto in “E ce la fo” a “Let it Be” diventato “Lascia fare”), ricordando attraverso di lui i suoi anni trascorsi alla Rai di Firenze.
Non sono mancati i brani scritti dallo stesso Bollani e il suo medley di totale improvvisazione su brani suggeriti dal pubblico.

Grazie alla proposta del Service dei Lions Toscani e al sostegno della Lions Clubs International Foundation, è stato dato un importante contributo economico al nuovo laboratorio per la preparazione dei farmaci antitumorali dell’AOU Meyer: assicurerà ai piccoli pazienti terapie ‘su misura’ da realizzare all’interno dello stesso ospedale, garantendo qualità, efficacia e sicurezza dei preparati, l’immediatezza delle cure e una tempestiva personalizzazione. Vi verranno realizzate oltre 5.000 preparazioni all’anno.