Shalom
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Una possibilità. È questo quello che il Movimento Shalom offre ai bambini del Burkina Faso attraverso le adozioni a distanza. Il Paese, da quattro anni, assiste a un costante aggravarsi della situazione della sicurezza. Dal primo, nell’aprile 2015, il numero di attacchi, attribuiti sia a gruppi affiliati ad Al Qaeda che al sedicente Stato Islamico terrorista, è aumentato in modo esponenziale: 3 nel 2015, 12 nel 2016, 29 nel 2017 e 137 nel 2018, secondo il Centro di studi strategici dell’Africa. Per la prima volta il Paese si trova a confrontarsi con il dramma dei rifugiati interni che secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) sono 219.000, concentrati prevalentemente nelle regioni di Soum, Sahel, Centro Nord e Nord, che creano una situazione umanitaria senza precedenti.

«L’insicurezza colpisce profondamente il funzionamento e l’accesso ai servizi di base nelle comunità che sono considerate tra le più vulnerabili del Sahel; sono i terroristi stessi a prendere spesso di mira scuole, centri sanitari e rappresentanti istituzionali – spiegano i responsabili del Movimento Shalom -. Oltre 2mila scuole hanno dovuto chiudere per minacce contro gli studenti e gli insegnanti, lasciando più di 330mila studenti a casa; oltre 360.000 persone sono colpite dalla chiusura di 37 centri sanitari e il funzionamento minimo di altri 57». I conflitti si stanno moltiplicando e la proliferazione di armi li rende sempre più violenti e letali, rischiando di aumentare gli spostamenti della popolazione.

Un contesto esplosivo che rende difficile l’operare in loco di tante associazioni e Ong che negli anni si erano radicate nel paese portando sviluppo alle fasce più vulnerabili della popolazione. «Uno strumento molto efficace per la crescita dei popoli e uno strumento di lotta contro il dilagare di ideologie fondamentaliste è quello del sostegno a distanza – spiegano da Shalom -. Donando una piccola somma annuale un sostenitore può garantire ad un bambino l’accesso a cibo e cure mediche e soprattutto all’istruzione».

Il Movimento Shalom ha avviato le adozioni a distanza in Burkina Faso nel 1995 e in 24 anni sono oltre 16.000 i bambini che hanno potuto crescere e studiare e che oggi sono infermieri, falegnami, muratori, meccanici, sarti o insegnanti, ma anche medici ed ingegneri. «Sostenendo un bambino a distanza con il Movimento Shalom – aggiungono i suoi responsabili - il sostenitore riceve periodicamente notizie attraverso lettere, fotografie, disegni e foto, così come informazioni sul paese di origine; può inoltre decidere di partecipare ad uno dei viaggi di conoscenza

che vengono organizzati ogni anno per conoscere personalmente il bambino sostenuto e comprendere la realtà in cui vive. Inoltre contribuisce allo sviluppo di un paese nel modo più sostenibile e sicuro, ovvero investendo nei giovani e nella loro formazione, e contrasta la diffusione di ideologie estremiste, del terrore e del disordine, che nell’ignoranza trova il suo terreno più fertile».

Info: www.movimento-shalom.org/adozioni-a-distanza