Nazione Solidale
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Il nuovo Codice di protezione civile (presentato nelle scorse settimane a Firenze, all’auditorium di Sant’Apollonia) riforma il sistema della Protezione Civile italiana, rafforzando l’azione del servizio nazionale in tutte le sue funzioni, con particolare rilievo per le attività operative in emergenza. Tra le novità, vengono individuate le autorità di Protezione Civile: presidente del Consiglio dei ministri, presidenti della Regione, sindaci e sindaci metropolitani. Per la prima volta vengono definite anche le loro responsabilità. Tra le strutture operative, ampio spazio viene dedicato al volontariato organizzato. Accanto a quest’ultimo, gestito da enti locali e Regione, è riconosciuta, per la prima volta, una forma di volontariato che opera, consapevolmente e secondo le indicazioni impartite dalle istituzioni, nell’ambito personale, familiare o di prossimità. Per la gestione delle emergenze, viene definito l’ambito di operatività della protezione civile: escluse le grandi manifestazioni, ma anche eventi legati al rischio chimico, nucleare, radiologico, ambientale, per i quali la normativa prevede altri soggetti competenti. In questi ambiti la protezione può dare supporto ma non coordinare né organizzare.