Auser Toscana
Auser Toscana

Un progetto di formazione con l’obiettivo di creare un sistema di accompagnamento          Il trasporto sociale è il servizio più richiesto alle associazioni. È così anche per l’Auser, i cui volontari coinvolti nel servizio, riferito al 2017, sono stati 1.586 per un totale di 327.689 ore di volontariato e 1 milione e 471.679 chilometri percorsi.  I dati sono emersi nel corso di un seminario arrivato a conclusione di una sessione di formazione rivolta ai volontari che si è tenuto lo scorso 5 giugno nella sede dell’Auser Toscana, in via Pasolini a Sesto Fiorentino. L’iniziativa, dal titolo “Verso un sistema di accompagnamento. Farsi compagni di viaggio” ha registrato anche la presenza del presidente nazionale Auser, Enzo Costa.  Dati alla mano, quello che emerge è che il trasporto sociale in Toscana viene effettuato dall’88% dei volontari. La tipologia del servizio di accompagnamento, all’interno del quale è presente anche il trasporto sociale, è varia e va dal sostegno alla mobilità all’aiuto nel disbrigo di pratiche, dalla consegna della spesa o dei medicinali, ma anche dei pasti, fino alla compagnia alla persona e telefonica. Il valore aggiunto di questi servizi è rappresentato dai volontari, che vengono appositamente formati per poter essere vicino agli anziani.  Il progetto di formazione dei volontari dedicato all’accompagnamento è stato stimolato da Auser Toscana grazie alla formatrice Franca Ferrara e ha visto il coinvolgimento di altre associazioni come Avo (Associazione volontari ospedalieri), Anteas  (Associazione Nazionale tutte  le età attive per la Solidarietà) e  Ada (Associazione per i diritti  degli anziani). Obiettivo finale è stata la crescita dei volontari e la creazione di un “sistema di accompagnamento”. Il progetto è iniziato il 29 marzo scorso e ha visto la partecipazione di 27 volontari (10 donne e 17 uomini).  «Fare formazione è importante e farlo coinvolgendo più soggetti è l’unico modo per costruire una rete - ha affermato il presidente nazionale di Auser Enzo Costa -. Il volontariato nasce sussidiario e deve restare sussidiario. Vuol dire che non si può sostituire al pubblico per cui servirà sempre un pubblico con una visione complessiva dei bisogni della società e dentro quella visione collocare le attività che i cittadini che si associano sono in grado di mettere a disposizione. E quando i bilanci languono, i bisogni delle persone crescono e si cercano le risposte ai costi più bassi. Il volontariato non può essere la soluzione al costo più basso».