Siena, 9 dicembre 2018 - Segnale importante, dopo giorni di fuoco. E di vedute palesemente distanti fra le istituzioni, chiamate a far rispettare le leggi, e i contradaioli che rispondono solo al cuore. E si sono sentiti offesi dalla manifestazione animalista che attacca l’identità di Siena. Un messaggio forte, dunque, la presenza del prefetto Armando Gradone, del questore Costantino Capuano e del comandante provinciale dei carabinieri Stefano Di Pace, venerdì sera, alla cena degli auguri dell’Associazione proprietari e allenatori di cavalli da Palio che riunisce oltre 100 soci. «In un momento del genere vuol dire tanto – ha sottolineato infatti il presidente Massimiliano Ermini –. I soci mi avevano chiesto di avvicinarci alle istituzioni, così è stato. E anche di diffondere la cultura del cavallo dando un sostegno tangibile in tale direzione».

Basta pensare che seduto al tavolo d’onore c’è anche il preside dell’Istituto agrario ‘Ricasoli’, Tiziano Neri, con cui l’Associazione ha realizzato corsi per gli studenti sul cavallo da Palio con un’adesione elevatissima. «Questo il terreno fertile sul quale dobbiamo coltivare», aggiunge Ermini che ha invitato anche la rappresentante delle ‘Bollicine’ con cui partiranno altre iniziative. Le autorità non prendono la parola ma essere lì vuol dire che, pur nei diversi ruoli e responsabilità, c’è da parte loro rispetto.

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Il momento è delicato per la Festa. E i proprietari di cavalli mettono sul piatto le loro ‘risorse’, in termini di studiosi, tecnici e semplici appassionati, per organizzare anche una tavola rotonda che si terrà il 5 gennaio al Santa Maria della Scala dal titolo ‘Cavallo del Palio: macchina vivente o essere senziente?». Fra gli animatori dell’iniziativa, «volta a capire come miglioraci pur consapevoli che siamo avanti a tutti», il professor Paolo Neri, grande conoscitore. I proprietari sono pronti anche a dare un piccolo contributo di idee al Protocollo equino 2019 del Comune: «Il Palio lo devono fare altri, non avanziamo pretese. Ci poniamo però come partner affidabile per dare un contributo all’Albo, proponendo accorgimenti». Che saranno presentati al sindaco.

Tanti i volti noti presenti, da Sandra Rossi, proprietaria della ‘regina’ del cappotto Preziosa Penelope, e Mario Savelli ai fondatori dell’organizzazione Mario Fracassi e Simone Berni, per esempio. Alcuni fantini – Velluto e Antonio Mula –, ex come Cittino e Bastiano. «L’associazione – conclude Ermini – non è sola nel suo percorso ma ci accompagnano persone che ci mettono tanta passione».