Federica Regnani ha messo su Instagram questa foto che la ritrae con Gingillo all’ospedale. E che mostra che sta bene
Federica Regnani ha messo su Instagram questa foto che la ritrae con Gingillo all’ospedale. E che mostra che sta bene

Siena, 22 ottobre 2018 - "Ero in Piazza, in palco. Non levavo gli occhi da San Martino. Lo vedevo in terra e mi domandavo ‘ma quando arrivano?’ Non si muoveva, ho temuto che si fosse fatto male", racconta Federica Regnani. Momenti da batticuore per la fidanzata di Gingillo - al secolo Giuseppe Zedde, 36 anni - che è stata accanto a lui alle Scotte da cui è stato dimesso ieri, prima di pranzo. Il capitano dell’Oca Stefano Bernardino aveva parlato a caldo di un forte trauma cranico senza conseguenze, come confermato dalla tac. «Mi sento bene, è stata solo una brutta botta. Mi sono risvegliato in ospedale e, per fortuna, non avevo nessun danno. Ero un po’ confuso. Sono rimasto una notte per precauzione», conferma Gingillo. La sua Federica per fugare ogni dubbio ha poi messo su Instagram un’immagine con il fantino.

Cosa hai pensato quando hai rivisto le immagini in cui erio steso in terra ed un cavallo ti evita per un soffio?

«Sono rimasto molto sorpreso perché non pensavo di aver rischiato così tanto. Soprattutto per il fatto che sono rimasto lì un giro in più. Gli altri cavalli avrebbero davvero potuto pestarmi».

Quando ti sei ripreso cosa ricordi del momento in cui la Torre ti è rovinata addosso?

«Appena svegliato non rammentavo perfettamente come erano andate le cose. Dopo qualche minuto ha iniziato però a riaffiorare tutto».

Cosa diresti al fantino di Salicotto?

«Saltiamo la domanda».

Sei d’accordo sul fatto che sono stati presi troppi esordienti?

«Sì, sette sono veramente troppi. Non sai come reagiscono quei giorni e quanto si adattano».

Sorighittu potrebbe rientrare nel lotto nel 2019?

«E’ molto preciso e tranquillo al canape. Può essere rimesso fra i dieci».

Pusceddu, come mostrano le foto che abbiamo pubblicato, si ferma a guardarti per accertarsi delle tue condizioni. Solidarietà fra colleghi.

«Sicuramente è stato un gesto molto apprezzabile. E credo che in questi momenti, anche tra noi fantini, ci sia solidarietà. Ricordo bene che a luglio mi soffermai a guardare Elias (Mannucci, ndr) che risultava molto più grave di me».

A casa di Gingillo ieri è stato un viavai di persone. Adesso inizia un periodo di riposo prima di tornare a cavallo. Tanto non c’è fretta. Ormai è inverno veramente. In attesa di sapere se i due Palii di squalifica proposti per il comportamento di Gingillo al canape il 2 luglio verranno confermati oppure la giunta mitigherà la pena.