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Palio, contradaioli condannati per rissa. Tredici fanno ricorso in appello

Ad assistere i torraioli è l'avvocato Daniele Bielli 

di LAURA VALDESI
Ultimo aggiornamento il 14 luglio 2018 alle 07:01
L’avvocato Bielli

Siena, 14 luglio 2018 - Nessuno nega: i fronteggiamenti fra Onda e Torre, asetticamente considerati, configurano una rissa. Ma se solo si calano nel contesto – Siena, il Palio e Piazza del Campo, le ‘pugna’ fra Contrade che affondano le radici nei secoli – tutto cambia. Ed un reato può diventare così tenue da non dover essere punito. Ecco il filo conduttore del ricorso in appello presentato da tredici torraioli, difesi dall’avvocato Daniele Bielli, contro la condanna a 150 euro di multa del primo marzo scorso. Come si ricorderà, avevano scelto il rito abbreviato e la sentenza era stata depositata dal giudice Silvia Romeo il 30 maggio.

Al centro la vicenda, ben nota, dei fronteggiamenti del dopo Assunta 2015 per cui è peraltro appena iniziato il processo che vede imputati otto nicchiaioli, più numerosi montonaioli ed ondaioli. Per questo motivo è ancora più importante l’azione promossa dai tredici di Salicotto per i quali viene (ri)chiesta la non punibilità per tenuità del fatto. E per uno di essi addirittura l’assoluzione in quanto quando i fronteggiamenti erano iniziati si trovava a San Martino e risulta nei video solo con un braccio alzato, peraltro quando già ci sono i poliziotti in mezzo ai due popoli. Se passerà questa linea, già tratteggiata anche nell’udienza del primo marzo, si potrebbe delineare uno scenario completamente diverso per le decine di contradaioli ancora sotto processo per i fronteggiamenti 2015. E anche per quelli che potrebbero finirci a seguito dell’inchiesta aperta sul dopo Provenzano di quest’anno che ha visto di nuovo schierarsi Nicchio e Valdimontone.

 

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